2026 Copyright LA7 S.p.A - P.IVA 12391010159 Licenza SIAE 3344/I/3215 - Tutti i diritti riservati. È vietato l'utilizzo dei contenuti trasmessi e/o riprodotti per l'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa nonché l'impiego di strumenti automatizzati di data scraping per la loro estrazione.
Intanto
27/10/2026
Sul suo profilo Instagram, il Presidente del Senato Ignazio La Russa replica alle dichiarazioni di Michela Ponzani: "Mi permetto di commentare che la violenza va condannata sempre, senza se e senza ma. Scatta il meccanismo La Russa non può parlare, non può condannare la violenza perché lui 55 anni fa più di cinquant'anni fa era a capo di un corteo il 12 aprile del 1973. Se volete, ve lo racconto nei dettagli cosa avvenne in quel tragico aprile del 1973. I dirigenti del Movimento Sociale Italiano, io ero dirigente giovanile, decisero di indire una manifestazione contro la violenza perché nei giorni scorsi molti ragazzi erano stati aggrediti anche sotto casa".
"La vicenda, come ovvio, fu oggetto di una complessa azione giudiziaria. Venne accusato il Movimento Sociale italiano, si arrivò a una imputazione in cui io fui completamente estraneo. Non fui mai processato per niente, neanche per manifestazione non autorizzata, anzi negli atti processuali e detto che mi adopererò perché non succedessero incidenti. Vennero invece imputati, ma come organizzatori di manifestazione non autorizzata l'onorevole Servello e gli altri dirigenti del partito che erano i promotori dell'iniziativa, ma vennero tutti assolti e nella sentenza si dà atto che si erano adoperati, come tutto il Movimento Sociale italiano, come anche me stesso, affinché venissero limitati i rischi di incidenti che erano originati inevitabilmente da quel divieto all'ultima ora. Quindi, personalmente è una notizia del tutto infondata qualsiasi mia responsabilità, qualsiasi mia partecipazione ai drammatici episodi che costarono la vita al povero agente Marino", conclude La Russa.
Dalla stessa puntata