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Intanto

Intanto

Il piano di Trump per Gaza: trasformarla nella "Riviera del Medio Oriente"

5/2/2025

Negli ultimi giorni, l'ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha avanzato una proposta radicale riguardante la Striscia di Gaza, definendola un "sito di demolizione" e sostenendo la necessità di "ripulire completamente" l'area. Le sue dichiarazioni, inizialmente percepite come estemporanee, sono state poi ribadite in conferenze stampa e incontri ufficiali, confermando la serietà della sua posizione.

 

Il piano di Trump per Gaza

 

Trump e i suoi collaboratori hanno presentato il piano come un gesto umanitario, sostenendo che i palestinesi non abbiano alternative e che il reinsediamento permanente sia l'unica soluzione. Tuttavia, secondo il diritto internazionale, i trasferimenti forzati di popolazione sono vietati e il mondo arabo ha interpretato la proposta come un tentativo di espulsione e pulizia etnica.

Diversi leader arabi, tra cui rappresentanti di Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e l'Autorità Palestinese, hanno espresso il loro categorico rifiuto, avvertendo che una simile iniziativa metterebbe a rischio la stabilità della regione e comprometterebbe ogni prospettiva di pace e convivenza.

L'idea di trasferire i palestinesi fuori dalla Striscia di Gaza è da tempo sostenuta dall'ala ultranazionalista della destra israeliana, che punta all'espansione degli insediamenti ebraici nei territori occupati. Le parole di Trump rappresentano una svolta radicale rispetto alla tradizionale posizione degli Stati Uniti sulla questione israelo-palestinese e sollevano interrogativi sulla loro conformità al diritto internazionale.

Oltre alle conseguenze politiche e diplomatiche, la proposta potrebbe incidere sul delicato processo di cessate il fuoco e sul rilascio degli ostaggi. Dalla ripresa del conflitto il 7 ottobre 2023, i gruppi più estremisti della coalizione di Netanyahu hanno chiesto la prosecuzione della guerra contro Hamas e il ripristino degli insediamenti israeliani nella Striscia di Gaza, opponendosi a qualsiasi accordo di tregua.

 

La conferenza stampa con Benjamin Netanyahu

 

Durante la conferenza stampa con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, Trump ha addirittura ipotizzato che gli Stati Uniti possano assumere il controllo di Gaza e ricostruirla, definendola "la Riviera del Medio Oriente". Quando gli è stato chiesto se i palestinesi sarebbero potuti tornare nella Striscia, ha risposto che sarebbe stata una "destinazione internazionale incredibile", includendoli solo in un secondo momento nel suo discorso.

Le parole di Trump segnano un cambiamento epocale nella politica statunitense sulla questione israelo-palestinese e rappresentano una rottura rispetto alla storica visione della soluzione a due stati. Se attuate, le sue proposte porterebbero al trasferimento forzato di oltre due milioni di palestinesi, un'azione che verrebbe respinta categoricamente dalla comunità internazionale come un atto di espulsione di massa.

Per Netanyahu e il movimento dei coloni ultranazionalisti, le dichiarazioni di Trump rafforzano l'idea che la Striscia di Gaza debba essere completamente smantellata per eliminare ogni possibile minaccia a Israele. Tuttavia, per i palestinesi, significherebbe una punizione collettiva su vasta scala e la perdita definitiva della loro terra natale.

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