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Intanto
15/4/2025
Per introdurre l'argomento liberiamoci subito dagli equivoci: come indicato dal fisico Valerio Rossi Albertini le terre rare non sono il titanio, il litio, grafite o carbonio. Non sono queste. Ecco, in questo articolo di approfondimento corredato da video, raccontiamo questo argomento attraverso gli interventi di esperti, per fare luce su un tema oramai diventato protagonista della geopolitica attuale.
Le terre rare sono un gruppo di 17 elementi chimici molto pesanti ed hanno caratteristiche completamente diverse da tutti gli altri elementi presenti nella tavola periodica di Mendeleev. Alcune terre rare sono dei super magneti come il neodimio e quindi ad esempio con una funzione magnetica rilevante, si pensi ai motori elettrici. Un super magnete ha infatti una potenza circa 20 volte superiore un normale magnete. C’è poi una funzione di catalizzatore, ovvero un componente di una reazione chimica che riesce a promuovere la reazione stessa. Le terre rare sono catalizzatori.
Terzo utilizzo spiegato nel video dal fisico è quella della super conduzione. Sono in grado di trasportare molta più corrente e molto più facilmente.
In sostanza, le terre rare sono quindi fondamentali per la produzione di tecnologie avanzate come fibra ottica, laser, missili e batterie per auto elettriche. Oltre a essere vitali per lo sviluppo tecnologico, sono considerate una risorsa strategica per la difesa, dato il loro impiego in numerose applicazioni militari.
Il mercato globale delle terre rare oggi vale circa 11 miliardi di dollari e, secondo le stime, supererà i 21 miliardi entro il 2031. Il controllo su questi materiali ha quindi un impatto diretto sugli equilibri geopolitici globali.
Fin dalla campagna elettorale, Donald Trump ha promesso di chiudere rapidamente i conflitti in Ucraina e Medio Oriente. Tuttavia, a quasi 100 giorni dal suo insediamento, tali promesse non si sono ancora concretizzate. Per quanto riguarda il fronte russo-ucraino, Trump ha ribadito l’intenzione di ridurre l’impegno economico statunitense, ereditato dalla precedente amministrazione Biden e da lui fortemente criticato.
Nelle bozze degli accordi che diplomatici russi e americani stanno negoziando, emerge però un elemento centrale: le terre rare. Alcuni giacimenti si trovano in territori ucraini considerati strategici, che Trump ha definito “fondamentali”. Secondo quanto trapela, queste risorse dovrebbero essere sfruttate prioritariamente dagli Stati Uniti, come forma di compensazione per il sostegno fornito all’Ucraina. Il Paese, infatti, ospita uno dei più promettenti giacimenti europei, potenzialmente in grado di modificare gli equilibri economici globali.
Oggi la Cina controlla circa il 95% della produzione globale di terre rare, seguita da Vietnam, Brasile e Russia. Questo predominio ha sollevato preoccupazioni nei Paesi occidentali, in particolare per l’impatto su settori chiave come quello tecnologico e militare. L’alta domanda, unita alla centralizzazione della produzione, ha spinto gli Stati Uniti a cercare fonti alternative per ridurre la dipendenza da Pechino. In quest’ottica, l’Ucraina rappresenta un’opportunità preziosa per diversificare l’approvvigionamento e rafforzare la sicurezza strategica dell’Occidente.
Oltre all’Ucraina, anche la Groenlandia rientra nella visione strategica di Trump per rafforzare la sicurezza economica e nazionale. Questo territorio semi-autonomo della Danimarca è ricco di materie prime e ospita giacimenti di terre rare sotto i suoi ghiacci. Sebbene finora abbia preferito preservare il proprio territorio evitando trivellazioni, il crescente interesse internazionale potrebbe portare la Groenlandia ad aprire le porte a investimenti esteri, anche alla luce di spinte interne verso l'indipendenza.
Per gli Stati Uniti, accedere a queste risorse significherebbe ridurre la supremazia cinese in un settore critico per le nuove tecnologie. Ma il valore della Groenlandia non è solo minerario: lo scioglimento dei ghiacci artici sta rendendo praticabili nuove rotte marittime, che aumentano l'importanza commerciale e strategica dell’isola. Il suo posizionamento, a metà tra Stati Uniti e Russia, la rende inoltre un potenziale avamposto militare ideale.
Il fisico Valerio Rossi Albertini, durante una puntata del programma "L’Aria che Tira", ha illustrato con l’ausilio della tavola periodica le caratteristiche dei principali elementi che compongono le terre rare. Ha spiegato come questi minerali siano fondamentali non solo per le tecnologie di consumo quotidiano, ma anche per settori chiave della difesa, della medicina e dell’energia.
In un mondo sempre più dipendente dall’innovazione, il controllo delle terre rare non è soltanto una questione economica, ma una leva di potere geopolitico. La corsa tra Stati Uniti, Cina e altri attori globali per assicurarsi queste risorse potrebbe ridefinire gli equilibri internazionali nei prossimi anni.
Dalla stessa puntata