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Intanto

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L’intervista a Sinisa Mihajlovic: il ricordo dei migliori momenti della sua carriera

16/12/2022

L’intervista a Sinisa Mihajlovic ai Gazzetta Sports Awards

Il viaggio nei ricordi di Sinisa Mihajlovic: “Tre momenti della mia carriera da calciatore? Ne dico 4. Il primo è il pallone di pelle comprato da mio padre, mi ricordo che ci mettevo la crema per ammorbidirlo. Poi la mia prima scarpa - usavo quelle da rugby - e quando ho vinto la Coppa dei Campioni con la Stella Rossa: entrare nella storia del calcio slavo è stato fantastico. Il quarto momento è quando ho avuto la fortuna di giocare con Mancini tutte le partite: gli ho fatto fare un sacco di gol”. I momenti più belli da allenatore? “Ho cominciato a fare questo lavoro grazie a Mancini, una delle soddisfazioni più grandi è stata fare il c.t. della mia nazionale. Poi quando sono andato al Milan, o alla Sampdoria, ma anche a Bologna”

Poi la malattia: “L’affetto ricevuto mi ha aiutato. Io non volevo fare l'eroe, affronto i problemi così. Non mi piace scappare. Ho continuato a fare il mio lavoro perché mi faceva sentire vivo. Non vedevo l'ora di vedere l'allenamento dei miei in diretta in tv dall'ospedale. Sono cose che mi tenevano in vita. Ma soprattutto la mia famiglia, mia moglie Arianna, i miei figli. Le tifoserie, il mondo del calcio, ho sentito tutti vicino. Ringrazio tutti perché mi sono sentito in una grande famiglia. Mi sono sentito perciò in obbligo di far capire alle persone che non bisogna aver paura, ma aver voglia di combattere. Poi non è detto che tutti debbano affrontarla come lo faccio io, ma bisogna darsi piccoli obiettivi. Arianna è stata tutti i giorni con me. Ha dormito su una sedia”.

 

Infine, si commuove nel ricordare il padre: “Rimpianti? Mio padre aveva il cancro e io non l'ho potuto abbracciare per l'ultima volta - si commuove -. Ora quando bevo la grappa ne prendo una per me e una per lui".

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