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Matthew Perry, cosa diceva nel suo libro: “Cervello progettato per uccidermi”

29/10/2023

La tragica notizia della morte di Matthew Perry, il Chandler della serie Friends, trovato morto sabato 28 ottobre nella sua abitazione di Los Angeles, ha sconvolto i milioni di fan della famosissima sitcom.

 

Perry aveva pubblicato di recente un libro di memorie intitolato "Friends, Lovers and the Big Terrible Thing", pubblicato in Italia da La nave di Teseo nel 2022, dove l’attore ha condiviso apertamente le sue lotte contro la dipendenza da farmaci e alcol, offrendo dettagli scioccanti sulla sua vita e i suoi problemi passati.

 

Il libro narra delle sue difficoltà nel combattere la dipendenza, con Perry che è entrato e uscito dai centri di recupero ben 15 volte. Inoltre, ha subito ben 14 interventi chirurgici allo stomaco, rendendo evidente la durezza della sua battaglia contro le dipendenze. Questa lotta ha avuto inizio quando aveva solo 14 anni, con la mescolanza di vino e birra, che presto si è trasformata in un consumo massiccio di vodka e medicinali. Sorprendentemente, Perry ha rivelato che l'unico motivo per cui è ancora vivo è il fatto di non aver mai provato l'eroina.

 

I problemi legati all'alcolismo hanno avuto un impatto significativo sulla sua carriera, impedendogli di lavorare in modo continuativo. Inoltre, le cure e i trattamenti per disintossicarsi hanno comportato un costo di ben 9 milioni di dollari.

 

L’estratto del libro

 

Ecco un estratto del libro dove l’attore racconta le sue difficoltà:

 

A gennaio 2022, mi hanno fatto un’incisione di quindici centimetri ricucita con le graffette metalliche. Questa è la vita di qualcuno che ha ricevuto in dono la Cosa Terribile. E non mi permettono di fumare. Una giornata va bene quando riesco a superarla senza fumare e senza che avvenga qualcosa di folle.

 

Quando non fumo, prendo pure peso – di recente ne ho preso infatti così tanto che, guardandomi allo specchio, pensavo qualcuno mi stesse seguendo. Quando diventi sobrio, ingrassi. Quando smetti di fumare, ingrassi. Queste sono le regole. Quanto a me, farei a cambio con ciascuno, nessuno escluso, dei miei amici – Pressman, Bierko, tutti – perché a nessuno di loro è toccato in sorte questo mostro con cui combattere. Nessuno di loro ha dovuto lottare per tutta la vita con un cervello progettato per ucciderli. Darei qualsiasi cosa per non averlo. Nessuno ci crede, ma è vero. La mia vita, comunque, non è più in fiamme. Oso dirlo in tutto questo tumulto.

 

Sono cresciuto. Sono più autentico, più genuino. Non ho più bisogno di far strillare dalle risate le persone riunite in una stanza. Ho bisogno soltanto di stare dritto e di andarmene da quella stanza. E possibilmente di non finire direttamente nell’armadio. Sono un me più calmo, ora. Un me più vero. Più capace. Di certo, è possibile che se volessi interpretare un bel personaggio in un film, adesso me lo dovrei scrivere da solo. Ma so fare anche questo.

 

Sono abbastanza. Sono più che abbastanza. E non ho più bisogno di mettere su uno show. Ho lasciato il mio segno. Ora è tempo di mettermi seduto e godermi la vita. E di trovare l’amore vero. E una vita reale. Non una condotta dalla paura. Sono me stesso. E questo dovrebbe essere abbastanza, è sempre stato abbastanza. Ero io quello che non lo capiva. E ora lo capisco. Sono un attore, sono un autore. Sono una persona. E una brava persona. Voglio cose buone per me stesso, e per gli altri, e posso continuare a lavorare per queste cose.

 

C’è una ragione se sono ancora qui. E, scoprire qual è, è il compito che mi è stato dato. E sarà rivelata. Non c’è fretta, non c’è disperazione. Il solo fatto di essere qui, e di avere a cuore gli altri, è quella la risposta. Adesso, quando mi sveglio, mi sveglio con curiosità, chiedendomi cosa il mondo abbia in serbo per me, e per sé. E questo basta ad andare avanti. Voglio continuare a imparare. Voglio continuare a insegnare. Queste sono le grandi speranze che ho per me stesso, ma nel frattempo, voglio ridere e passare del tempo buono con i miei amici.

 

Voglio fare l’amore con una donna di cui sono pazzamente innamorato. Voglio diventare padre e voglio rendere mia madre e mio padre orgogliosi. Ho raggiunto molte cose nella mia vita, ma c’è ancora così tanto da fare, e questo mi eccita ogni giorno. Ero un ragazzino canadese i cui sogni si sono tutti avverati – solo che erano i sogni sbagliati. E invece di mollare, sono cambiato e ne ho trovati di nuovi. Continuo costantemente a trovarne.

 

Sono proprio lì, i miei sogni, nella vista dalla mia casa, nella Valley, sulle increspature e i lampi che rimbalzano sull’oceano quando il sole lo colpisce… proprio così. Quando qualcuno fa qualcosa di bello per un altro, io vedo Dio. Ma non puoi dare quello che non hai. Così, provo a essere ogni giorno migliore. Quando quei momenti arrivano e c’è bisogno di me, ho risolto le mie questioni finalmente, e faccio quello per cui tutti siamo qui, che è semplicemente aiutare gli altri.

 

Fonte: Corriere della Sera

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