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Intanto
18/6/2025
Alla Maturità 2025, tra le tracce proposte per l’analisi del testo poetico (tipologia A), è comparsa una poesia di Pier Paolo Pasolini, tratta da Appendice I a "Del Diario" (1943-1944). Una scelta densa di significato, che riporta l’attenzione su uno degli intellettuali più lucidi, controversi e scomodi del Novecento italiano. Proprio nel 2025 ricorrono i cinquant’anni dalla sua tragica e ancora oggi misteriosa morte.
Scritta negli anni giovanili, la poesia proposta agli studenti riflette la formazione culturale e l’ideale etico-politico di Pasolini. Le sue parole risuonano come un diario intimo di un ragazzo di vent’anni che già percepisce la potenza della Storia e la necessità di prenderne parte. In pieno fascismo e guerra, Pasolini osserva e registra il mondo intorno a sé con una sensibilità dolorosa e acutissima, tra lirismo e denuncia.
L’analisi della poesia diventa occasione per riflettere non solo sul ruolo della letteratura durante i conflitti, ma anche sulla coerenza esistenziale di un autore che ha vissuto fino in fondo le sue idee, pagando spesso un prezzo altissimo.
Un altro modo per avvicinarsi alla figura di Pasolini, oltre alla sua poesia, arriva dalla seconda edizione di Una giornata particolare, il programma condotto da Aldo Cazzullo su La7. Nella puntata dedicata all’ultima notte del poeta, Cazzullo ricostruisce passo per passo gli eventi che portarono all’omicidio di Pasolini all’Idroscalo di Ostia il 2 novembre 1975.
Accompagnato dagli inviati Claudia Benassi e Raffaele Di Placido, il giornalista percorre le tappe cruciali: i ristoranti dove cenò Pasolini, il quartiere del Pigneto, Matera, Bologna e la sua amatissima Casarsa. Una narrazione intensa e coinvolgente, arricchita da testimonianze di amici come Dacia Maraini, Walter Veltroni, Furio Colombo e dagli interventi di esperti come Francesca Fagnani e l’avvocato Stefano Maccioni, che nel 2009 fece riaprire l’indagine sul caso.
Secondo quanto emerge da Cazzullo e dai testimoni, Pino Pelosi non avrebbe potuto uccidere Pasolini da solo. Forse, addirittura, non fu lui. Nuove analisi del DNA, testimonianze, errori investigativi e possibili mandanti – dai gruppi neofascisti ai poteri infastiditi dalle sue inchieste, come quella su Enrico Mattei – disegnano un quadro oscuro e inquietante.
La sua morte, come ha scritto qualcuno, è diventata essa stessa una tragedia “pasoliniana”, con tutti gli elementi propri delle sue opere: borgate, violenza, emarginazione, politica, mistero. E soprattutto, la sensazione che la verità, pur evidente, sia stata volutamente ignorata.
La poesia scelta alla Maturità 2025 riporta in primo piano Pasolini come voce poetica, ma l’attualità e la forza della sua figura vanno oltre i versi. È un autore che ha saputo parlare con radicalità della realtà, della politica, del potere e dei suoi inganni. Ha dato voce agli ultimi, ha denunciato ipocrisie, ha anticipato drammi futuri.
Far leggere Pasolini a scuola, oggi più che mai, significa invitare i giovani a non accontentarsi della versione ufficiale, a coltivare pensiero critico, memoria e coraggio. In un’Italia che, mezzo secolo dopo, ancora non ha fatto piena luce sulla sua morte.
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