La7 Play Logo
Home
Dirette
Guida Tv e Rivedi
Programmi
Film
Documentari
Podcast
La7 Play Logo

Note legali

  • Note legali
  • Codice media e minori
  • Product placement
  • Privacy e Cookie policy
  • Preferenze sui cookie

LA7

  • Chi siamo
  • Help
  • Pubblicità
  • Frequenze LA7
  • Scrivici
  • Corporate Governance

2026 Copyright LA7 S.p.A - P.IVA 12391010159 Licenza SIAE 3344/I/3215 - Tutti i diritti riservati. È vietato l'utilizzo dei contenuti trasmessi e/o riprodotti per l'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa nonché l'impiego di strumenti automatizzati di data scraping per la loro estrazione.

  • Home
  • Dirette
  • Guida Tv e Rivedi
  • Programmi
  • Film
  • Documentari
  • Podcast

LA7

Note legali

Network

  • LA7
  • LA7d
  • TG LA7

copyright © 2025 la7 s.p.a

p.iva 12391010159

licenza siae 3344/i/3215

  • Note legali
  • Codice media e minori
  • Product placement
  • Privacy e Cookie policy
  • Preferenze sui cookie
Intanto

Intanto

Multe fino a 100mila euro, la proposta di Fratelli d'Italia: ecco alcune delle parole inglesi che saranno vietate

4/4/2023

Multe da 5000 a 100.000 euro per coloro che useranno termini in lingua straniera, soprattutto nella Pubblica Amministrazione.

È la proposta di legge volta a tutelare e promuovere l’utilizzo dell’italiano avanzata da Fratelli d’Italia (Fdi), che porta la prima firma di Fabio Rampelli, deputato di Fdi e vicepresidente della Camera.

Il testo della proposta si compone di 8 punti, in alcuni di questi si legge: “gli enti pubblici e privati sono tenuti a presentare in lingua italiana qualsiasi descrizione, informazione, avvertenza e documentazione relativa ai beni materiali e immateriali prodotti e distribuiti sul territorio nazionale”; “per ogni manifestazione, conferenza o riunione pubblica organizzata nel territorio italiano è obbligatorio l’utilizzo di strumenti di traduzione e di interpretariato, anche in forma scritta, che garantiscano la perfetta comprensione in lingua italiana dei contenuti dell’evento”; “le sigle e le denominazioni delle funzioni ricoperte nelle aziende che operano nel territorio nazionale devono essere in lingua italiana. È ammesso l’uso di sigle e di denominazioni in lingua straniera in assenza di un corrispettivo in lingua italiana”.

La proposta va a toccare anche le università e le scuole: “negli istituti scolastici di ogni ordine e grado nonché nelle università pubbliche italiane le offerte formative non specificamente rivolte all’apprendimento delle lingue straniere devono essere in lingua italiana. Eventuali corsi in lingua straniera sono ammessi solo se già previsti in lingua italiana, fatte salve eccezioni giustificate dalla presenza di studenti stranieri”.

Dalla stessa puntata