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Intanto

Intanto

Perché la fumata del conclave ha ritardato: tre motivi dietro il ritardo di ieri sera

8/5/2025

La fumata che ieri sera avrebbe dovuto annunciare l’esito del primo scrutinio del Conclave si è fatta attendere più del previsto. Un’attesa che ha alimentato curiosità e speculazioni, ma che in realtà potrebbe avere spiegazioni molto concrete legate alle dinamiche interne della Cappella Sistina. Dietro il ritardo, tre ipotesi ricorrenti tra gli osservatori vaticani.

1. Errore nel conteggio dei voti

La prima e più frequente ipotesi è quella dell’errore tecnico o procedurale nel voto. All’interno della Cappella Sistina, ogni cardinale deve compilare a mano la propria scheda, piegarla in un modo preciso e depositarla nell’urna. Se anche un solo voto risultasse irregolare l’intero scrutinio va annullato e si deve ricominciare da capo.
È un sistema rigido, ma pensato per garantire l’anonimato assoluto e la piena trasparenza dell’elezione papale. E se si aggiunge la complessità del conteggio, fatto manualmente da tre cardinali scrutatori, è facile capire come anche un dettaglio possa generare minuti, se non ore, di ritardo.

2. Momento preparatorio e preghiera

Prima ancora che il primo voto venga espresso, c’è un momento rituale e spirituale che non può essere saltato o affrettato. Ogni sessione di votazione si apre con una preghiera comunitaria, seguita da un momento di meditazione silenziosa, affinché i cardinali possano entrare nello spirito della scelta. Non si tratta di formalità: è una parte essenziale del processo. 

3. Diritto di fare domande

Anche se durante il Conclave non sono previste discussioni formali, i cardinali hanno il diritto di confrontarsi, fare domande, chiedere chiarimenti, soprattutto prima dell’inizio effettivo delle votazioni. Può accadere che emergano questioni interpretative sul regolamento, oppure che vi sia bisogno di un chiarimento liturgico o organizzativo.

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