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Rivelazioni Emanuela Orlandi, parlano i fratelli Pietro e Natalina: "Da zio solo avances verbali, Vaticano scarica responsabilità"

11/7/2023

Emanuela Orlandi, dure le reazioni dei fratelli Pietro e Natalina Orlandi dopo la diffusione di un documento della Santa Sede, nel quale il cardinale Casaroli chiedeva a un prelato di molestie subìte da Natalina.

 

Natalina Orlandi, la sorella di Emanuela, che non aveva mai parlato pubblicamente, è stata chiamata in causa per le avances subite dallo zio Mario Meneguzzi: “Non vi fu nessuno stupro, è un episodio che risale al 1978, lavoravamo assieme. Fece avanches verbali, piccoli regali ma quando capì che non avrebbe ottenuto niente lasciò subito perdere. Ne parlai con il mio fidanzato e non con mio padre. Tutto si risolse lì. Della mia vita messa in piazza non interessa nulla, ma la moglie novantenne di mio zio e i suoi figli non ne sapevano niente. Ne avevo parlato solo al confessore. Nel 1983 fui portata dal pm Sica per interrogatorio come se fossi una colpevole reticente. Mi fece ascoltare orribile  cassetta con la voce Manuela, dissi che non era la sua. Il pm Sica lo sapeva, il nostro avvocato lo sapeva ma non dicemmo nulla a mio padre per un episodio di cinque anni prima che gli avrebbe solo dato dolore”.

 

Durissimo il fratello Pietro Orlandi: “Immagino che abbiano indagato, senza trovare niente. Siamo persone limpide, all’epoca si trattò di uno scivolone di un uomo 50enne e io all’epoca ne avevo 21. Non c’è nessuna rivelazione, il Vaticano sapeva di questa cosa da sempre. E già nel 2017 vengo contattata dal sostituto della segreteria di Stato Becciu che mi volle ricevere senza mio marito. Dopo un giro di parole per esprimere vicinanza disse che mio fratello insisteva per avere la documentazione su Londra ma che allora avrebbe dovuto tirare fuori anche la parte che mi riguardava. Ma se gliela diamo dovremo divulgarla. Mi sembrò un ricatto. Io dissi che non avevo problemi perché non avevo niente da nascondere. Quei documenti non sono mai stati tirati fuori e chissà cos’altro c’è in quella cassaforte”

 

RIVEDI LO SPECIALE DI ANDREA PURGATORI: ATLANTIDE - IL CASO ORLANDI

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