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Intanto

Intanto

Sciopero giornalisti RAI, la rivelazione inquietante: "Ci hanno fatto ritardare notizie di Lollobrigida, Giambruno, Gratteri..."

6/5/2024

I giornalisti e le giornaliste del servizio pubblico italiano hanno dichiarato uno sciopero che va dalle 5:30 di lunedì 6 maggio fino alle 5:30 di martedì 7, con l'Usigrai che denuncia un controllo eccessivo sul lavoro giornalistico e un tentativo di trasformare la Rai in uno strumento del governo. Durante una conferenza stampa a Roma, una voce fuori campo ha spiegato le ragioni dello sciopero: la protesta riguarda le decisioni aziendali che riguardano la fusione di testate senza consultare i sindacati, l'omissione di sostituzioni per pensionamenti e maternità senza concorsi pubblici per nuove assunzioni, la mancanza di stabilizzazione per i precari e la riduzione della retribuzione con l'eliminazione del premio di risultato. In aggiunta, si è criticato il tentativo della Rai di censurare il monologo sul 25 aprile di Scurati, cercando successivamente di giustificarlo come una questione economica. L'Usigrai ha dichiarato preferibile perdere stipendi piuttosto che libertà, sottolineando l'importanza dell'autonomia del servizio pubblico. Durante lo sciopero, è stata organizzata una conferenza stampa presenziata da Serena Bortone, conduttrice Chesarà, Sigfrido Ranucci, conduttore Report, Vittorio Di Trapani, presidente FNSI, Daniele Macheda, segretario Usigrai

 

 

La risposta della RAI 

 

 

 

In risposta alle richieste sindacali, la Rai ha emesso un videocomunicato accusando l'Usigrai di motivazioni ideologiche e politiche, promuovendo notizie false che danneggiano l'immagine aziendale e esponendo il servizio pubblico a strumentalizzazioni politiche. Si è sottolineato che la governance attuale della Rai sta lavorando per trasformare l'ente in una moderna Digital Media Company. La questione della politica italiana sull'informazione si estende anche all'Agenzia Italia (Agi), con voci di cessione dell'agenzia, attualmente di proprietà dell’Eni, al Gruppo Angelucci. Antonio Angelucci, imprenditore nel settore immobiliare e dell’editoria nonché parlamentare della Lega, è stato indicato come possibile acquirente. L'eventuale acquisto dell'Agi potrebbe influenzare la sua produzione giornalistica, attualmente considerata imparziale e autonoma da condizionamenti politici. Sebbene l'accordo di vendita non sia ancora ufficiale, alcune indiscrezioni ne hanno confermato la possibilità.

 

 

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