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Intanto
24/11/2023
“Più vado avanti, più vado avanti, più mi addentro nel tema, più mi rendo conto che il patriarcato ci attraversa tutti e tutte. E tutti quanti siamo chiamati, costretti, a prendere una posizione. Cioè, davanti a questa struttura di ingiustizia, che sulla base di una differenza biologica genera una differenza sociale, come mi pongo? Non posso dire ‘ma io che c’entro?’, perché davanti a un’ingiustizia non esiste neutralità. O la combatti, oppure la sostieni. Io, quando sento un uomo dire che ora le donne sono emancipate, gli dico ‘ma scusa sei una donna? Da quale punto vista femminile stai decidendo la mia emancipazione?’. Evidentemente, in Italia, vale ancora la parola del molestatore. Non è la scusa di tutti quelli che ti mettono la mano sul sedere in autobus, di quelli che ti fanno lo scherzo, ti chiamano in un certo modo, ti fischiano per strada... Questa roba qua… Ogni volta che tu t’arrabbi ti dicono “Eh, vabbè, un po’ di senso dell’umorismo, sei esagerata, non sai prendere lo scherzo, fattela una risata. Ecco, questo tipo d’atteggiamento serve a dire che sei tu a stabilire fin dove ti puoi spingere. Invece, devo essere io a dirti che cosa puoi o non puoi fare”.
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