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Intanto

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Torino, aggressione omofoba in centro: "Mi ha chiamato 'frocio' e poi mi ha minacciato"

17/11/2021

Mi ha chiamato “frocio” e poi mi ha minacciato. A quel punto mi sono difeso con lo spray al peperoncino e ho chiamato il 112». Tommaso Testa, studente universitario di 24 anni, originario della provincia di Pavia, è ancora molto scosso quando ripercorre quello che è successo domenica pomeriggio, in via delle Rosine, nel pieno centro di Torino. Un’aggressione che è stata denunciata come «omolesbobitransfobica» da Arcigay Torino e che Tommaso ha ricostruito anche nella caserma dei carabinieri di Po Vanchiglia. «Ero con un mio amico e avevamo appena comprato del cibo da asporto. Passeggiavamo in via delle Rosine, io indossavo un pellicciotto e vicino a noi c’era un gruppetto di tre persone che ci fissavamo e facevano commenti ad alta voce sul mio abbigliamento. In particolare un uomo sui 50 anni e una donna più giovane, sulla trentina, hanno usato più volte termini, come “frocio” e “ricchione”, ma io ho lasciato perdere ». La coppia è salita in auto, una Jeep e quando Tommaso ha cercato di attraversare la strada l’uomo alla guida ha suonato il clacson: «Mi ha urlato “di togliermi dalla strada” e poi ha ancora aggiunto “sto frocio”. A quel punto ho mimato il gesto dello sputo e lui ha fatto retromarcia e ha abbassato il finestrino gridandomi “che c...o hai fatto? E ha continuato a insultarmi con gli stessi appellativi». Poi si è tolto la cintura di sicurezza ed è sceso dal fuoristrada: «La donna che era con lui ha provato a trattenerlo, ma non ce l’ha fatta. È venuto contro di me pronunciando altre frasi di scherno, come “amore mio” e “figurati tesoro”. Quando si è avvicinato dicendomi “Adesso ti prendo la testa e te la infilo fra le gambe” io gli ho spruzzato in faccia lo spray al peperoncino cercando di allontanarlo». A quel punto è partita la chiamata al 112, mentre la scena veniva ripresa con un telefonino: «Ha capito che stava per arrivare la polizia e allora si è allontanato in auto, purtroppo non sono riuscito a prendere il numero di targa, ma il video è stato consegnato agli investigatori. Non mi era mai successa una cosa del genere, provo tanta rabbia, ma in queste situazioni il mio consiglio è sempre quello di non scappare e difendersi come si può. Non rispondere significa darla vinta a questa gente». Sulla vicenda è intervenuta Serena Graneri, presidente di Arcigay Torino: «Quanti altri Tommaso ci dovranno essere per far capire alla nostra classe politica che l’Italia ha bisogno di una legge che tuteli le persone lgbt+? Gli applausi dei senatori che sono riusciti a bloccare il Ddl Zan sono uno schiaffo in faccia a ogni ragazzo che, come Tommaso, in Italia viene aggredito ogni giorno a causa del suo orientamento sessuale o della sua identità di genere» (massimo massenzio)

 

Fonte: Corriere Tv

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