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La giusta distanza
11/3/2026
Santino Di Matteo, ex uomo d'onore, racconta come ha iniziato a parlare della strage di Capaci già nel 1993, svelando allo Stato le dinamiche della mafia di quegli anni.
Durante l'intervista, Di Matteo ricorda il rapimento del figlio undicenne Giuseppe, ordinato proprio da Brusca: “Quando Giuseppe è stato sequestrato ho capito subito che c’entrava Brusca”, racconta. Il bambino fu trattenuto in un vano sotterraneo, spesso al buio, legato, senza alcuna possibilità di difesa.
Il rapporto tra Di Matteo e Brusca era complesso: “Era come un amico, giocava a PlayStation con Giuseppe tutti i giorni, ma dietro la facciata c’era la ferocia di Cosa Nostra”, aggiunge. La tragedia culminò con l’omicidio del piccolo Giuseppe, strangolato e il cui corpo venne sciolto nell’acido, un episodio che conferma la brutalità del clan e la violenza esercitata sui familiari dei collaboratori di giustizia.
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