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La giusta distanza

La giusta distanza

Perché fu ucciso Antonio Ammaturo? Il caso tra Brigate Rosse, camorra e ombre sullo Stato

9/4/2026

A La giusta distanza, scritto con Roberto Saviano, il caso di Antonio Ammaturo viene ricostruito attraverso ipotesi e testimonianze che aprono a scenari complessi e ancora oggi non del tutto chiariti.

Una prima lettura dell’omicidio porta direttamente alle Brigate Rosse: furono loro gli esecutori materiali. Secondo questa ipotesi, il gruppo terroristico avrebbe agito senza mandanti esterni, mentre il contesto criminale e politico circostante avrebbe quantomeno tollerato l’azione. Una ricostruzione, però, che appare limitata.

Un’altra interpretazione, infatti, tiene insieme diversi elementi: il sequestro Cirillo, le trattative tra Raffaele Cutolo, ambienti politici e apparati dello Stato, fino ad arrivare alle indagini condotte da Ammaturo. In questo scenario, l’omicidio non sarebbe un episodio isolato, ma parte di un sistema più ampio di scambi e accordi non ufficiali.

Secondo alcune testimonianze, durante queste dinamiche potrebbero essere stati concordati obiettivi precisi, anche se non esistono prove definitive che colleghino direttamente l’uccisione di Ammaturo a un accordo formale tra le parti. Tuttavia, la coincidenza tra le sue indagini e la sua eliminazione resta un elemento centrale del dibattito.

C’è poi un ulteriore punto critico: se davvero Raffaele Cutolo avesse voluto eliminare Ammaturo, avrebbe probabilmente agito con i propri uomini, secondo la logica di visibilità e potere tipica della sua organizzazione. Questo elemento alimenta l’ipotesi che altri soggetti possano aver avuto un ruolo nella vicenda.

In questo contesto si inserisce anche il dubbio sul ruolo delle Brigate Rosse: erano davvero autonome nelle loro decisioni o potevano essere influenzate o indirizzate da forze esterne, come apparati deviati dello Stato o interessi criminali convergenti?

La famiglia di Ammaturo ha sempre sottolineato come il vicequestore stesse lavorando su indagini delicate, capaci di scardinare equilibri più ampi. E proprio questo potrebbe averlo reso un bersaglio.

Il quadro che emerge è quello di una possibile convergenza tra criminalità organizzata, politica e terrorismo. Un intreccio in cui le Brigate Rosse potrebbero essere state non solo protagoniste, ma anche strumenti di un disegno più grande.

A distanza di anni, restano domande senza risposta e una verità giudiziaria che non chiude il caso. L’omicidio di Antonio Ammaturo continua così a rappresentare uno dei nodi più oscuri della storia italiana: un punto in cui si incontrano violenza, potere e verità mai completamente emersa.

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