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La torre di babele
2/3/2026
Secondo Ezio Mauro, editorialista e giornalista italiano, la comunicazione di Donald Trump e Benjamin Netanyahu rivolta al popolo iraniano nel contesto della guerra in Iran richiama, per motivi di stile e intento, i messaggi rivolti al popolo italiano dal generale Dwight Eisenhower durante la Seconda Guerra Mondiale. In quella storica fase, Eisenhower si rivolgeva agli italiani dicendo che gli Alleati non erano i loro nemici e che l’esercito impiegherebbe tutta la sua potenza militare per sconfiggere le forze nemiche, invitando poi gli italiani a “fare la loro parte”.
Mauro ha affermato di aver percepito “quegli echi” anche nei messaggi moderni rivolti dagli Stati Uniti e da Israele agli iraniani, pur riconoscendo che si tratta di contesti completamente diversi. La guerra in corso, condotta da Stati Uniti e Israele con attacchi congiunti contro l’Iran, è stata giustificata da Washington e Tel Aviv attraverso appelli al popolo iraniano invitato a insorgere contro il proprio regime.
Questa analogia evidenzia come, anche nei conflitti contemporanei, la comunicazione politica e militare possa adottare riferimenti emotivi e simbolici per cercare di mobilitare popolazioni o costruire narrazioni di legittimazione, sebbene le condizioni storiche e geopolitiche siano molto diverse da quelle del passato.
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