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1/8/2025
1999, quartiere Queens, New York. Decine di uccelli cadono a terra all’improvviso. Un’immagine quasi apocalittica. Intanto, gli ospedali iniziano a ricevere pazienti con sintomi gravi e inspiegabili.
In Italia, il primo focolaio risale al 1998, in Toscana: con casi di infezione nei cavalli. Dopo una fase iniziale di bassa attività, il virus torna a circolare nel 2008 e raggiunge livelli preoccupanti soprattutto dal 2018. Tra il 2022 e il 2024, i decessi salgono a 84.
E nell’estate del 2025, il West Nile torna a far paura.
Il virus si trasmette con la puntura di zanzare infette, soprattutto della specie Culex pipiens, attiva al crepuscolo e di notte. Non si trasmette da persona a persona, ma in rari casi può avvenire tramite trasfusioni o trapianti. Il serbatoio naturale del virus sono gli uccelli migratori.
Oggi si sta diffondendo con sempre maggiore intensità, anche in regioni come Lazio e Campania. Solo nel 2025, le vittime sono già 8.
Nell’80% dei casi l’infezione è asintomatica. Nel restante 20% compaiono febbre, nausea, dolori muscolari. Una persona su cento può avere gravi complicanze neurologiche: encefalite, meningite, paralisi. Soprattutto nei soggetti anziani o fragili, ma anche i giovani sono a rischio.
Ad oggi non esiste un vaccino. La prevenzione è fondamentale: usare repellenti efficaci, indossare abiti lunghi, installare zanzariere, evitare ristagni d’acqua.
In caso di febbre alta o sintomi neurologici dopo una puntura di zanzara, è essenziale rivolgersi subito a un medico.
Il virus West Nile è un nemico silenzioso, ma reale. Conoscerlo e proteggersi è un dovere.