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L'aria che tira
19/3/2026
Paolo Mieli ha commentato il nodo strategico dello stretto di Hormuz, respingendo l’idea che la crisi sia interamente causata dal presidente americano Donald Trump. Secondo il giornalista, l’instabilità non dipende solo dalle decisioni statunitensi, ma soprattutto dal comportamento **fortemente militarizzato dell’Iran, che continua a esercitare una crescente pressione militare nella zona.
Il giornalista ha sottolineato che lo stretto, punto chiave per il commercio energetico globale, non può essere considerato dominio esclusivo di Teheran nonostante le tensioni e le restrizioni sul traffico navale causate dalla crisi tra Stati Uniti, Israele e Iran. Secondo dati recenti, dopo gli attacchi e le minacce iraniane il traffico marittimo nella zona ha visto un forte calo fino a quasi fermarsi, provocando turbolenze anche sul mercato energetico globale.
Mieli ha così invitato a distinguere tra le dinamiche complesse della geopolitica regionale e l’idea semplificata che un singolo leader sia responsabile dell’intera crisi, richiamando l’attenzione su fattori strategici più ampi, come la militarizzazione e il ruolo delle potenze nell’area.
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