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L'aria che tira
22/11/2016
C’è chi sa già come finirà. E chi invece sceglie di pronunciarsi in modo netto per il sì o per il no. E che si tratti di sì o di no, le ‘accozzaglie’ abbondano.C’è il testimonial che tutti vorrebbero, perché quanto ad appeal ne ha da vendere. Ed eccola qui, la signora del calcio (D'Amico). E quelli che, invece, con il loro appoggio, non è detto facciano il tuo bene. I cosiddetti testimonial scomodi (Razzi/Verdini). Nella ricerca dell’endorsement che conta non mancano le sorprese. Improbabile il sì del giornalista Gad Lerner almeno quanto il NO del tecnico per eccellenza Mario Monti. Ed eccoli qui, gli inaspettati (Lerner/Monti). Non solo giornalisti e politici, per parlare del loro voto, scendono in campo anche le star. Qualcuno per il no (Mannoia). Qualcun altro per il forse (Boldi). E per il sì (Benigni). Insomma, la riforma, divide anche loro, i volti noti. Tanto da far traballare sodalizi da sempre considerati inscindibili. Ed eccoci, alle coppie scoppiate (Travaglio/Santoro, Camilleri/Zingaretti, Servillo/Sorrentino).Infine, tra i volti noti, c’è anche chi si interroga sull’utilità stessa di questi endorsement pubblici. Soprattutto considerando che a Hillary Clinton – quelli di Madonna, De Niro, e dell’intero star system americano - non è che siano serviti un granché (Fiorello).
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