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L'aria che tira
10/3/2026
ha ad esempio preparato nel merito l'attacco in Iran e poi anche l'uccisione della Yatollah Khamenei. Decine di caccia dell'aeronautica guidati dall'intelligence hanno sganciato più di 250 munizioni su obiettivi del regime terroristico iraniano nel cuore di Teheran. Sembrava l'inizio della guerra, in realtà quei missili su Teheran non erano affatto l'inizio. Prima c'era stata un'altra operazione, invisibile. Un lavoro durato mesi, fatto di cyberattacchi, intelligenza artificiale e sistemi di sorveglianza. Secondo le ricostruzioni, gli apparati di comunicazione dei Pasdaran sarebbero stati disturbati e penetrati prima ancora del raid e l'intelligenza israeliana avrebbe avuto accesso anche alla rete di telecamere urbane della capitale iraniana, ricostruendo movimenti e abitudini della leadership. Penso di aver forzato la mano di Israele, ma Israele era pronto e noi eravamo pronti. Secondo fonti militari, in questa fase sarebbero stati usati anche strumenti di intelligenza artificiale per analizzare enormi quantità di dati, immagini, spostamenti, comunicazioni. Un modo per individuare bersagli e simulare scenari possibili prima dell'attacco. Abbiamo colpito il quartier generale principale della leadership del regime a Teheran. 50 caccia hanno attaccato il complesso in modo coordinato e integrato, utilizzando più di 100 munizioni. L'unità 8200 dell'intelligence militare israeliana avrebbe analizzato per mesi le immagini provenienti dalle telecamere del traffico di Teheran e altre fonti digitali, ricostruendo nel dettaglio le abitudini della sicurezza iraniana. Orari, spostamenti, percorsi quotidiani, quello che gli analisti chiamano pattern of life, la mappa precisa della vita di una persona. Possiamo contare in questa campagna sul supporto degli Stati Uniti, questa combinazione di forze ci consente di fare ciò che ho sperato di fare per 40 anni, colpire con decisione il regime terroristico. La guerra insomma cambia volto, prima i dati, poi i missili, perché oggi...
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