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Le invasioni barbariche

Le invasioni barbariche

L'intervista a Giorgio Bocca

Alcuni estratti dall'Intervista Barbarica a Giorgio Bocca

"Dopo aver vissuto 90 posso dire che dell'Italia non si capisce niente, è un paese incomprensibile che quando ha una buona occasione la spreca."

"L'unica grande occasione che non è stata sprecata è la Grande Guerra Partigiana, mentre le prove della democrazia sono spesso fallite."

"Uno di quelli che si è venduto è un ricco industriale che si era candidato con il PD: mi chiedo con che faccia possa tornare a casa da moglie e figli..."

"I raccomandati in Italia sono la grande maggioranza delle persone che lavorano. La raccomandazione è un peccato veniale per gli italiani."

"Io faccio il giornalista e quando apro i giornali al mattino, l'80% di quello che vedo mi dà repulsa."

"Nel mio giornalismo i servizi peggiori che ho fatto sono stati quelli sui grandi cataclismi, come quello sulla diga del Vajont."

"Pure io che credevo di essere abbastanza smaliziato nel rispetto dei ricchi e delle classi sociali, Berlusconi a Milano era come il re Mida, il sultano, e un po' ti lasciavi incantare. Poi capivi che era meglio andare via."

"Una volta ho votato Lega, era un voto di riconoscenza per aver mandato a casa Craxi e la Democrazia Cristiana. Grazie barbari avevo pensato."

"Io ho avuto un solo innamoramento, ed è stato quello del periodo partigiano: pensavo che l'Italia cambiasse davvero."

"Chi ha vissuto il Fascismo ha conosciuto l'umiliazione dell'intelligenza."

"Questi famosi giornalisti della televisione, dove sono?"

"Vespa non lo considero un giornalista, lo considero un servo di regime."

"Non si può essere considerati giornalisti se non si ha il coraggio di dire la verità, e la verità non è di sinistra né di destra."

"Più che un uomo del nord mi sento un piemontese."

"Il lavoro è il mezzo che ha un uomo di manifestarsi nella società, di avere la sensazione di essere utile."