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Le invasioni barbariche
Alcuni estratti dall'Intervista Barbarica ad Ascanio Celestini
"La ‘prima sfida' è stata quella di raccontare queste storie da 5 minuti con la camera fissa."
"Quando ero ragazzino c'erano circhi improbabili che venivano in borgata con scritto ‘visto in tv'. Scrivere che sono i monologhi fatti a ‘Parla con Me' mi sembrava come dire comprate questo libro perché è quello che avete visto in televisione."
"Noi spesso assistiamo a una violenza del linguaggio che non riconosciamo come violenza perché nessuno ce l'ha spiegato che quella è violenza."
"Noi viviamo in una stagione nella quale possiamo dire l'indicibile."
"La violenza linguistica del giornalista immediatamente diventa quella di una pistola, quella di uno scrittore no, è una violenza mediata."
"Una volta alle elementari mi son vestito da televisore, era ancora possibile, oggi ci sono gli schermi piatti."
"Io fino ai 21, 22 anni a teatro avevo visto solo gli spettacoli dove ti deportano da ragazzino."
"Nei movimenti di autorganizzazione, nei collettivi, i No dal Molin, i No Tav e tutti gli altri No che ci sono in Italia, c'è il meglio della politica in questo momento, persone che pensano di non dover più vivere la politica come delega."