Le mafie non sono un fenomeno solo nazionale: sono diffuse in tutto il mondo, presenti in quasi ogni continente. Il pensiero mafioso è globale.
In Italia, le organizzazioni che conosciamo meglio sono
’Ndrangheta,
Camorra,
Cosa Nostra,
Sacra Corona Unita e la cosiddetta “
quinta mafia”. Nel mondo troviamo le triadi cinesi, i cartelli sudamericani, la mafia albanese che si sta radicando in Olanda, e gruppi criminali nordafricani, soprattutto in Belgio e Paesi Bassi.
Oggi, in Italia, la mafia più potente è la ’Ndrangheta, la più ricca e quella con una presenza stabile in tutti i continenti. La sua forza si fonda su due caratteristiche principali:
- il vincolo di sangue, che lega famiglie patriarcali tra loro in organizzazioni chiamate locali;
- la difficoltà di accesso: entrare nella ’Ndrangheta non è semplice. È previsto un tirocinio di uno o due anni e un rigido processo di selezione.
Il candidato, detto contrasto onorato, deve essere presentato da un membro già affiliato. Se in futuro quel giovane decidesse di collaborare con la giustizia, chi lo aveva introdotto verrebbe punito: messo “in sonno”, cioè escluso, o degradato abbassandogli la dote (cioè il grado).
Questo sistema si regge su un codice ferreo, ancora oggi intatto nel 2025, che assicura disciplina e compattezza interna. Le regole servono a mantenere il gruppo forte e dominante rispetto alle altre organizzazioni criminali nel mondo.
La ’Ndrangheta resta quindi una struttura criminale con una filosofia chiara, fatta di rigore e regole precise, che la rendono la più difficile da scalfire.