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l'infedele
2006, POGROM CONTRO GLI ZINGARI
In Europa risiedono da più di mille anni. Sono gli "zingari", un arcipelago di popolazioni - rom, sinti, kalé, manus - presenti con varia intensità su tutto il continente. Nessuno è in grado di dire con certezza quanti siano - dichiararsi rom non è mai conveniente - ma le stime più prudenti parlano di 7 milioni di persone, che potrebbero salire fino a 10 milioni: la minoranza più numerosa dell'Unione e insieme "la più discriminata" secondo i rapporti del Centro europeo di monitoraggio su razzismo e xenofobia.
In maggioranza gli zingari vivono nell'Europa centro-orientale.
Tra Romania, Bulgaria, Ungheria, Slovacchia, Serbia, Kosovo e Macedonia se ne contano almeno 4 milioni, quasi tutti sedentari. Nelle giovani democrazie dell'Est Europa oscillano tra il 4 e l'11% della popolazione totale, sono il "nemico esterno" su cui i politici spesso dirottano la rabbia della gente per l'insicurezza sociale ed economica seguita alla caduta del comunismo: pestaggi da parte di skin-heads, sgomberi forzati, discriminazione scolastica ed episodi di ostilità si segnalano un po' ovunque.
La Romania, dallo scorso 1° gennaio la ventisettesima stella sulla bandiera europea, ospita la comunità rom più numerosa: almeno 1.800.000 persone, l'8% della popolazione.
Qui i pogrom sono storia recente: un caso emblematico è quello del villaggio di Hadareni, tre morti e decine di case date alle fiamme. Era il 20 settembre 1993, ma dopo 14 anni la vicenda si trascina ancora nei tribunali.
In Romania, fuori da bar e discoteche, capita di trovare cartelli come questo: "vietato l'ingresso ai rom".
La Slovacchia ospita 480.000 zingari, il 9% della popolazione: troppi. Così il leader del partito nazionale slovacco, Jan Slota, ha gridato contro "questi rom che si riproducono come topi". E fino al 2005 la sterilizzazione delle loro donne era pratica comune negli ospedali.
Un caso drammatico è quello del Kosovo: prima della guerra contro i serbi, i rom erano 250 mila, ne sono rimasti 20 mila.
In Italia sono presenti 120 mila rom, oltre 40 mila vivono ammassati nei "campi nomadi": queste terre di nessuno disseminate di roulotte e baracche sono un'invenzione italiana che lo scorso aprile ci è valsa una condanna del Comitato europeo per i diritti sociali: "i campi italiani mirano a segregare i rom dal resto della società , impediscono l'integrazione e mettono a rischio la salute dei loro abitanti".