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l'infedele
Chi l'avrebbe mai detto che dietro ad una malattia così spesso mortale come il cancro ci fosse tanta vitalità ! Più di 70mila volontari divisi in 670 associazioni, secondo i dati della Federazione Italiana della Associazioni di Volontariato in Oncologia. A cui si aggiungono i 20mila volontari dell'ente pubblico Lega Italiana per la Lotta contro i tumori.
Eccola la società dei malati, fiorita al riparo dagli sguardi indiscreti, relegata nel cono d'ombra di un sistema sempre meno capace di cura. Una solidarietà incontrata nel momento del bisogno e capace di far vivere perfino la malattia come scoperta. Una condizione esistenziale sconosciuta, difficile, dove però puoi imbatterti nel regalo di una nuova compagnia...
Come non meravigliarsi di fronte a quasi 100mila persone che, partendo da quei microuniversi di vitalità che sono le associazioni, affrontano la sofferenza e il disagio di chi "oggi" è malato e di chi lo era fino a "ieri". E' una nuova società di medici (7,6%), psicologi (1,5%), infermieri (9,3%), ma soprattutto è una società di persone (75%) che "scelgono di aiutare", in ogni modo: dall'assistenza domiciliare (64,1%) e ospedaliera (36%) alla semplice compagnia (39,6%) fino allo "spirito di squadra" dei malati che si danno una mano fra loro (28,9%). Un percorso di solidarietà , quello delle associazioni, che si ramifica negli anni Ottanta e conosce il suo boom negli anni Novanta, attivo su tutto il territorio nazionale, tanto al Nord (50% circa) quanto al Sud (25% circa). A volte è una tazza di thé che mette in contatto medici e pazienti, oppure un gruppo di ex malati di cancro che forma una squadra di calcio, o un corso di yoga per superare le sofferenze della chemio. Scoprirsi l'uno con l'altro, comunicare attraverso la malattia, scrivere la propria storia: la società dei malati ha dato via perfino a una letteratura, collane editoriali di testimonianze affascinanti dov'è ancora la bellezza a trionfare.