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l'infedele

l'infedele

Polonia, una ferita nel cuore dell'Europa

Gad Lerner intervista Marek Edelman, il comandante eroe della rivolta del ghetto di Varsavia che ha denunciato il rigurgito antisemita di "Radio Maryja".
Gli altri ospiti sono stati l'ambasciatore polacco in Italia, Michal Radlicki, il leader del dissenso Karol Mozelewsky, padre Jarek Cielecki, il deputato leghista Giacomo Stucchi , i giornalisti Wlodek Goldkorn, Milada Yedrysik e Luigi Geninazzi , l'attrice Ludmila Ryba e il saggista Paolo Morawski.

La Polonia è governata dai due fratelli gemelli Jaroslaw e Lech Kaczynski. Il primo è il leader del partito "Diritto e giustizia" che ha vinto le elezioni dello scorso settembre presentandosi come specchio fedele del cattolicesimo polacco, una strategia vincente in un paese dove il 95% della popolazione si dichiara religiosa e il 45% partecipa alla Messa domenicale. Il secondo è diventato presidente della Repubblica.

I due gemelli che "volevano rubare la Luna", dal titolo di un film dove recitavano da bambini, hanno portato l'estrema destra alla ribalta, aprendo le porte del governo a personaggi del calibro di Andrzej Lepper: ministro dell'Agricoltura, ex allevatore di maiali, ma soprattutto leader populista del partito "Autodifesa", che denuncia l'ingresso della Polonia in Europa come "un atto unilaterale di sottomissione" e che riconosce a Hitler il merito di "aver rimesso in piedi l'economia tedesca".
Già  appoggiati dal network di Radio Maryja , i fratelli Kaczynski hanno stretto alleanza anche con l'ultracattolica "Lega delle famiglie polacche" guidata da Roman Gyetrich, il nuovo ministro dell'educazione che ha annunciato la riforma dei libri di testo scolastici per "forgiare una nuova generazione di polacchi".

Se l'ingresso in Europa del 1 maggio 2004 poteva essere un approdo per la Polonia, oggi il paese appare più inquieto che mai e percorso da umori ambigui.
Tornano gli spettri di un nazionalismo che era antisemita già  ben prima dell'invasione tedesca e si diffondono tra chi è uscito sconfitto dagli ultimi 15 anni di grandi speranze: anziani, operai delle grandi acciaierie di Stato ormai in crisi, contadini e disoccupati (il 40% dei giovani).