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l'infedele
La politica? No, grazie, "non è un argomento interessante".
I politici? Nei loro confronti c'è soprattutto "sfiducia" e poi usano un linguaggio "troppo complicato". à per questo che un italiano su quattro non legge una riga delle cronache politiche dei giornali e cambia canale quando un politico appare in tv. à la fotografia dell'ultimo "Rapporto Istat sugli stili di vita degli italiani" dove si scopre che appena l'1,7% dei cittadini partecipa alle attività dei partiti, mentre soltanto il 5,5% è pronto a sfilare nei cortei.
Sfiducia, noia, disgusto: si nutre anche di questi sentimenti l'ombra dell'antipolitica che si allunga sul Parlamento e rende più forti le ragioni del referendum elettorale, il tentativo di dare la scossa a un sistema "incapace di autoriformarsi".
Passano le legislature, ma il Palazzo perpetua le anomalie che fanno percepire i politici italiani come una "casta di privilegiati". I più pagati d'Europa, ricevono almeno 14 mila euro al mese, quando i loro colleghi francesi ne prendono al massimo 7 mila, 5 mila gli svedesi.
E continuano a pesare sulle casse dello Stato anche da "ex": il loro numero magico è "913", il numero dei giorni di legislatura - pari a 2 anni e 6 mesi - superati i quali scatta il diritto alla pensione. Si chiama "vitalizio", varia dai 3 mila ai 10 mila euro secondo la durata in carica, spesso si può ricevere già a 50 anni ed è cumulabile con qualsiasi altro reddito, compresa la pensione dell'Inps.
Soltanto nel 2006 i 3.302 ex deputati e senatori che ricevono il "vitalizio" sono costati 187 milioni di euro, pagati quasi tutti dai cittadini visto che gli onorevoli in carica hanno versato contributi per poco più di 14 milioni.
Privilegi, costi impropri, chi li denuncia viene accusato di "qualunquismo".
Ma intanto in Italia di politica vivono quasi mezzo milione di persone, un esercito che costa oltre 3 miliardi di euro l'anno. Insieme ai 945 parlamentari, sono 150 mila i titolari di cariche elettive retribuite, oltre a quasi 300 mila "consulenti" di nomina politica.
E se si vuole affondare la spada fino all'elsa, basta ricordare i 196 milioni di euro in rimborsi elettorali divisi tra i partiti grazie a "leggine varate di notte". Una cifra pesante per l'erario pubblico.
Certo, la democrazia ha dei costi che vale la pena pagare, e non esisterebbe senza partiti.
Ma chi l'ha detto che non possa funzionare con meno sprechi e meno privilegi?