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l'infedele
Negli Stati Uniti è in corso una battaglia ideologica. Il 55% dei cittadini pensa che Dio abbia creato il mondo, il 47% non crede alla parentela tra l'uomo e la scimmia e quasi il 70% ritiene che la teoria dell'evoluzione si può conciliare con un "Dio che crea gli uomini e ne guida lo sviluppo" (Disegno intelligente).
Il creazionismo è anche una delle bandiere dei teocons, una sorta di carta d'identità dei cristiani conservatori, sostenitori di Bush.
Papa Ratzinger si è espresso sulla questione in un discorso del 9 novembre scorso in cui ha detto: "Alcuni, tratti in inganno dall'ateismo, ritengono e cercano di dimostrare che è scientifico pensare che tutto sia privo di guida e di ordine, come in balia del caso. Il Signore con la Sacra Scrittura risveglia la ragione che dorme e ci dice: all'inizio è la Parola creatrice. All'inizio la Parola creatrice - questa Parola che ha creato tutto, che ha creato questo progetto intelligente che è il cosmo - è anche amore".
Recentemente sul New York Times è intervenuto il cardinale di Vienna Christoph Schoenborn, amico personale di Giovanni Paolo II: "Negare un piano dell'universo sarebbe una abdicazione dell'intelletto", ha scritto l'alto prelato.
Tra gli ospiti della trasmissione, il teologo Giuseppe Tanzella Nitti ha sostenuto che la teoria dell'evoluzione e Darwin non sono in contrasto con i principi religiosi. Quello che interessa alla Chiesa è soprattutto contrastare l'evoluzione come visione non esclusivamente scientifica ma filosofica.
Ha spiegato la teoria dell'evoluzione il grande genetista Luigi Cavalli Sforza che ha pubblicato, tra i suoi tanti libri, un manuale per le scuole medie dal titolo Natura (Einaudi Scolastica), contestato dai creazionisti italiani.
L'idea di Darwin non sostiene il caos e il caso, perché la selezione naturale è un meccanismo automatico, inevitabile e assolutamente necessario; sceglie quello che è utile e distrugge ciò che non lo è.
A difendere le ragioni dei creazionisti è il genetista Giovanni Sermonti che ha sottolineato come la selezione naturale non sia sufficiente a spiegare l'origine del mondo: se vi è una dottrina che non rientra nei parametri scientifici è proprio il darwinismo che manca di leggi articolate, regole e norme.
Il filosofo Orlando Franceschelli nel suo libro, Dio e Darwin (Donzelli Editore), contrappone naturalismo darwiniano e teorie creazioniste ripercorrendone la storia.
Darwin e la scuola. Gad Lerner ha letto una lettera del ministro dei Beni culturali Rocco Buttiglione, che verrà pubblicata su Pensarecristiano.org: "E' particolarmente importante fare attenzione all'età degli allievi ai quali si impartisce l'insegnamento sull'evoluzionismo". Per Buttiglione evoluzionismo e creazionismo rispondono a domande diverse, ma spesso la teoria darwiniana "viene insegnata come se non fosse una teoria scientifica ma una teoria filosofica".
La teoria dell'evoluzione, nei programmi della scuola italiana, è tuttora al centro di una polemica: il ministro della pubblica istruzione Letizia Moratti è stato infatti accusato di aver fatto scomparire la teoria di Darwin dai programmi. Solo in seguito all'appello di scienziati e accademici dei Lincei il Ministro ha dovuto ribadire che la teoria dell'evoluzione fa parte dell'insegnamento fin dalle scuole elementari.Â
Ma in tutti i casi il dubbio rimane: perché Darwin fa così paura?Â
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