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Omnibus
29/9/2025
Claudio Brachino ha delineato con chiarezza l’obiettivo che ritiene prioritario per affrontare l’emergenza a Gaza: “Un successo pieno, arrivare in quel punto dove ci sono professiati di arrivare nel mare di Gaza, lasciare gli aiuti concretamente, ma creare un corridoio umanitario permanente.”
Secondo Brachino, la soluzione passa per una determinazione politica capace di superare le impasse attuali: “E quindi creare attraverso la forzatura, la discussione delle varie parti diplomatiche militari in corso un corridoio per me.” Un’iniziativa che, qualora andasse in porto, rappresenterebbe “una specie di successo di un pezzo di Occidente, di sensibilità dell’Occidente, politica, intellettuale, di opinione pubblica, che oltrepassa l’impossibilità dell’Occidente diplomatico.”
Brachino ha sottolineato come finora gli sforzi congiunti non abbiano prodotto risultati tangibili nella gestione dell’emergenza umanitaria: “Perché si ha detto fino adesso che sia il rapporto dei singoli Paesi, delle singole democrazie dell’Unione Europea, ma nel complesso anche quella americana, fino a questo punto non siamo arrivati a un bel nulla per risolvere la crisi umanitaria di Gaza.”
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