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Omnibus

Omnibus

Aldo Cazzullo: "La sinistra ha lasciato alla destra la patria"

28/9/2026

Nel corso della trasmissione Omnibus, Alessandra Sardoni ha dialogato con Aldo Cazzullo a proposito della ricerca di un'identità italiana unificatrice, un tema centrale nel libro del giornalista. Cazzullo ha sottolineato come la sinistra abbia commesso un grave errore nel cedere il concetto di "patria" alla destra, distinguendolo nettamente da quello di "nazione". Riprendendo una riflessione di François Mitterrand, l'autore ha ricordato che il nazionalismo porta inevitabilmente alla guerra, mentre la consapevolezza delle proprie radici e della propria missione nel mondo è un valore universale e non una prerogativa della destra. Cazzullo ha inoltre invitato a non applicare le moderne categorie politiche a epoche passate, giudicando insensato, ad esempio, interpretare il Medioevo con le lenti di destra e sinistra.

 

 

L'identità italiana affonda le sue radici nel Rinascimento, un'epoca popolata da figure come San Francesco, Dante, Leonardo, Raffaello e Michelangelo, ma anche da donne di straordinaria importanza. Tra queste, Cazzullo ha citato Caterina de' Medici, Elisabetta d'Inghilterra e Lucrezia Borgia. Su quest'ultima, ha sfatato il mito della letale avvelenatrice, descrivendola piuttosto come una figura amata dal popolo e vittima delle macchinazioni del padre, Papa Borgia. Secondo le ricostruzioni, fu lo stesso Papa ad avvelenarsi per errore, bevendo una coppa di vino fatale originariamente destinata a un cardinale suo nemico.

 

 

L'importanza dell'Italia nel mondo, secondo la visione di Cazzullo, non si limita alle eccellenze contemporanee come la Ferrari, l'alta moda o la gastronomia, ma deriva direttamente dall'umanesimo cristiano nato nel Rinascimento. Questo movimento ha sancito la dignità inalienabile di ogni uomo e di ogni donna, stabilendo che l'essere umano è la misura di tutte le cose. Il metodo empirico, promosso da pensatori come Leonardo da Vinci e successivamente da Galileo Galilei, ha invitato ad abbandonare i dibattiti astratti tipici del Medioevo — come le discussioni sull'esistenza dell'anima nelle donne — in favore dello studio diretto e della sperimentazione sulla realtà.

 

 

Oggi, la centralità e la dignità dell'uomo promosse da quell'umanesimo si rivelano non solo attuali, ma estremamente urgenti, in particolar modo di fronte al rapido sviluppo dell'Intelligenza Artificiale. Cazzullo ha evidenziato come umanisti e filosofi siano figure sempre più ricercate, poiché possiedono la capacità di formulare le domande corrette da sottoporre alle macchine. L'umanesimo serve a mantenere fermo il controllo umano sull'IA, ribadendo che la tecnologia deve restare uno strumento subordinato e non un'entità in grado di prendere decisioni autonome su questioni critiche, come la pressione di un pulsante nucleare. Questa necessità di recuperare i valori umanistici trova riscontro anche nell'operato della Chiesa, segnando una profonda rottura rispetto ai papi "guerrieri" del passato, come Giulio II, che non esitavano a indossare l'armatura per scendere in battaglia.

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