2026 Copyright LA7 S.p.A - P.IVA 12391010159 Licenza SIAE 3344/I/3215 - Tutti i diritti riservati. È vietato l'utilizzo dei contenuti trasmessi e/o riprodotti per l'addestramento di sistemi di intelligenza artificiale generativa nonché l'impiego di strumenti automatizzati di data scraping per la loro estrazione.
Omnibus
3/7/2026
Barbara Floridia, ex presidente della Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai, è intervenuta per fare il punto sulla crisi della Commissione di vigilanza Rai dopo le dimissioni di massa che hanno di fatto azzerato l'organo parlamentare al termine di due anni di sostanziale paralisi.
Floridia ha denunciato con forza il comportamento della maggioranza, definendolo un boicottaggio sistematico: "In questi due anni la maggioranza ha praticamente in maniera sistematica boicottato i lavori della Commissione." Secondo l'ex presidente, il motivo sarebbe stato un vero e proprio ricatto politico legato alla candidatura di Simona Agnes — indicata da Forza Italia — alla presidenza della Rai: "La maggioranza ha palesemente detto a microfoni accesi negli uffici di presidenza: o votate la Agnes, cioè o le opposizioni votano... o noi non faremo funzionare la vigilanza. Proprio un ricatto istituzionale."
Floridia ha ribadito di aver cercato una via d'uscita costruttiva: "Abbiamo cercato in tutti i modi di spiegare alla maggioranza che ci sono delle regole democratiche per cui, se anche non si riusciva a trovare l'accordo sulla presidenza della Rai, la Commissione avrebbe dovuto, per il bene dei cittadini e della Rai stessa, continuare a lavorare in altre sedute per audizioni, e invece loro hanno bloccato ogni riunione."
Ripercorrendo il biennio di mandato, Floridia ha ricordato che nel primo anno la Commissione era riuscita a lavorare, portando persino a termine il parere sul contratto di servizio e organizzando gli Stati generali del servizio pubblico. Negli ultimi due anni, invece, le audizioni sono state sporadiche e strappate con fatica: "Dopo un anno con vicissitudini incredibili siamo riusciti ad audirlo, e dopo lo sciopero della fame di Giachetti hanno concesso qualche audizione sul piano immobiliare." In sintesi, la maggioranza ha concesso soltanto "episodiche, episodiche riunioni."
Al centro del dibattito anche la riforma della governance Rai ferma in Senato. Floridia ha spiegato la ratio dei due terzi necessari per eleggere il presidente dell'ente: "I 2/3 servono per eleggere il presidente della Rai perché deve essere un presidente di garanzia, quindi ci deve essere una condivisione allargata." Ha poi lanciato un allarme sulla riforma proposta dalla maggioranza: "Se dovesse andare avanti la riforma così come l'ha scritta la maggioranza, noi andremo in braccio all'infrazione europea, perché questa riforma non rispetta minimamente il regolamento europeo."
In particolare, Floridia ha criticato la proposta di abbassare la soglia al 50% più uno anche per l'elezione dei componenti del CdA: "Prevede la maggioranza semplice anche per l'elezione di tutti i consiglieri del CdA, significa che si consegna totalmente la Rai alla maggioranza di turno, che è l'esatto contrario di ciò che vuole il regolamento europeo."
Alla domanda del conduttore sul perché le dimissioni siano arrivate solo ora e non prima, Floridia ha voluto spostare il piano della discussione: "Non è un problema né di Rai né di Palazzo né di organizzazione delle Commissioni: qui è un problema democratico, perché la maggioranza non rispetta le prerogative della minoranza e non rispetta il Regolamento parlamentare."
Ha infine sottolineato che l'opposizione ha presentato emendamenti alla riforma Rai e attende da quasi un anno i relativi pareri: "Giorgetti ha dato il parere sul testo e, a mio avviso, dando consigli per peggiorarlo."
Dalla stessa puntata