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Omnibus
21/7/2026
Nel corso della trasmissione Omnibus, condotta da Gerardo Greco su LA7, il giornalista del Corriere della Sera Goffredo Buccini ha commentato il caso di cronaca legato alla morte di un ragazzo durante un intervento di polizia e operatori sanitari, e le conseguenti reazioni politiche e sociali.
Il conduttore ha introdotto il tema ricordando che i poliziotti e gli operatori sanitari coinvolti sono iscritti in un'indagine per omicidio colposo, ma che, in base alle nuove norme volute dal governo Meloni, verranno inseriti in un registro separato, il cosiddetto "registro degli annotati".
Buccini ha commentato la misura con toni critici, definendola sostanzialmente priva di effetti concreti: "Quella riforma non voleva dire nulla, cioè correttamente c'è un'indagine, se c'è un fatto possibile reato la magistratura deve indagare." Ha aggiunto che la denominazione del procedimento è irrilevante: "Lo può chiamare Ciccio, Antonio, Ciro, ma sempre un'indagine era." Per Buccini il punto centrale rimane uno solo: "È la magistratura che deve dire se quello è un reato o no, tutto qua."
Il conduttore ha poi sollevato il tema delle manifestazioni a Bologna, dove i cittadini e i familiari della vittima chiedono verità e giustizia. Buccini ha riconosciuto la legittimità del sentimento collettivo — "Tutti vogliono la verità, è comprensibile la richiesta della città" — ma ha lanciato un avvertimento alla classe politica.
Il punto più netto di Buccini ha riguardato il rapporto tra cronaca e politica: "La politica deve dare un colpo di freno, perché se ogni fatto di cronaca diventa un fatto di tribù da commentare in un minuto, il paese al 27 non ci arriva."
Buccini ha evocato il rischio di una strumentalizzazione sistematica degli episodi di cronaca da parte di schieramenti contrapposti, citando esempi concreti: "Se abbiamo il gruppo Ruggiero, il gruppo fachiri e la prossima vicenda di cronaca che verrà cavalcata da qualcun altro, questo paese rischia veramente di avere problemi da qui alle prossime elezioni."
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