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Centrosinistra, Cuperlo risponde a Bettini e D'Alema: "Su Schlein retropensiero guidato sul suo essere donna, è la più unitaria"

3/4/2026

Ospite di Omnibus su LA7, condotto da Alessandra Sardoni, Gianni Cuperlo è intervenuto sul dibattito interno al centrosinistra riguardo alla candidatura alla premiership di Elly Schlein, dopo le voci — rilanciate anche dal Corriere della Sera — di chi, come Goffredo Bettini e Massimo D'Alema, avrebbe suggerito alla segretaria un «atto di generosità» cedendo a Giuseppe Conte il ruolo di candidato premier della coalizione.

 

Le primarie: due modelli a confronto

Cuperlo ha inquadrato la questione partendo dal significato storico delle primarie per il centrosinistra. "Le primarie per noi sono state da sempre, storicamente, un potente fattore di mobilitazione. Siamo il campo che ha portato milioni di persone a uscire di casa, mettersi in fila ai gazebo e votare."

 

Il deputato dem ha quindi distinto due modelli di primarie: il primo serve a legittimare una leadership naturale e condivisa — come nel caso di Romano Prodi o Walter Veltroni —; il secondo entra in gioco quando le candidature sono genuinamente competitive. In quest'ultimo caso, ha spiegato Cuperlo, "c'è una premessa fondamentale che bisogna che quell'appuntamento venga preceduto dalla definizione di, chiamiamolo, un manifesto, un terreno condiviso di valori, perché altrimenti il rischio è che all'indomani di quella competizione, anche molto aspra magari nei toni, un pezzo pigli e se ne vada altrove."

 

Ha ricordato che la segreteria del PD ha già chiarito pubblicamente le due strade percorribili: la scelta diretta del leader del partito più forte — come avviene in Germania, Spagna, Francia e Gran Bretagna — oppure le primarie di coalizione, con Schlein disponibile a entrambe le opzioni.

 

Il tema Schlein: merito o pregiudizio?

Il passaggio più netto dell'intervento ha riguardato la natura delle critiche alla segretaria. Cuperlo ha ripercorso il percorso di Schlein alla guida del PD sottolineando che "siamo di fronte ad una giovane donna che compete per la guida del Partito Democratico, vince le primarie, assume la carica di segretario per la prima volta una donna di quel movimento politico, di quel partito, lo porta ad un livello di consenso significativo. Lo colloca dentro un sentiero che lo rimette in relazione con pezzi di società, il mondo del lavoro dipendente, non solo, con cui c'erano state delle evidenti difficoltà nei mesi e negli anni precedenti."

 

Di fronte alle voci che la vorrebbero inadatta a guidare il Paese, Cuperlo ha sollevato un interrogativo diretto: "non c'è forse anche un retropensiero che sottolinea l'elemento dell'essere una giovane donna come tale inadeguata per definizione? Ecco, questo dubbio a me sorge."

 

La difesa della linea unitaria

Cuperlo ha poi ribadito il giudizio positivo sull'operato della segretaria in termini di coesione della coalizione: "Elly Schlein ha dimostrato con atti, parole, coerenze di essere certamente la più unitaria di questo campo." Ha ricordato che Schlein ha garantito l'unità della coalizione nelle elezioni regionali e che si è dichiarata disponibile a qualunque percorso deciso collegialmente.

 

In chiusura, il monito: "sarebbe importante che lo decidessimo senza pregiudiziali di partenza, perché questo non fa del bene."

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