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Dazi, Roberto Arditti: "Imprese americane hanno tratto beneficio dalla produzione in Cina"

30/4/2025

Roberto Arditti ha offerto una riflessione articolata sulla politica industriale e sul significato più profondo dell’introduzione dei dazi da parte di Donald Trump. “Un tema serissimo di politica industriale sul quale io vedo un atteggiamento in Europa tendente all'ironico”, ha affermato Arditti, “trattando tutta questa questione dei dazi come se fosse una simpatica colpo di sole di Trump, mentre invece noi dovremmo guardare le questioni di fondo”.

Arditti ha evidenziato come anche l’amministrazione Biden abbia adottato politiche di protezione e sostegno all’industria nazionale. “La differenza è che Biden ha sussidiato poi le industrie americane, non ha messo i dazi. Ha fatto tutte e due le cose. Esattamente quello che fa la Cina, sussidia le industrie interne”.

Ampio spazio è stato dedicato al tema della delocalizzazione: “Le grandi aziende americane che hanno delocalizzato le loro produzioni in Cina in particolare, Apple è la più famosa, ma ce ne sono anche altre, la stessa Tesla ha un grande stabilimento in Cina, hanno tratto beneficio da queste produzioni fatte in Cina”. Secondo Arditti, questi benefici si sono riflessi anche nella finanza americana: “Questo beneficio nei bilanci della società si è trasferito anche sui fondi di investimento che sono proprietà di tutte le famiglie americane. Quando il valore delle quote dei fondi ha iniziato a calare, questo ha messo in difficoltà anche molta parte della middle class”.

Trump, osserva, ha quindi rivisto le sue posizioni iniziali: “Non c'è dubbio che Trump ha radicalmente corretto la sua impostazione iniziale”. Ma il punto centrale, secondo Arditti, va oltre la finanza. “Dal punto di vista industriale, il ragionamento di riportare produzioni che sono state spostate dall'Europa e dal Nord America in altra area del mondo è, secondo me, la più grande sfida industriale di fronte alla quale ci troviamo”.

Infine, Arditti ha citato un esempio concreto: “L’amministratore delegato di Apple dice: il futuro delle produzioni industriali della Apple intanto incomincia in parte a rispostarsi negli Stati Uniti e in parte in India”. E conclude: “Vediamo che la finanza non spiega tutto. Sotto ci sono questioni industriali serissime che non hanno colore politico”.

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