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Omnibus
31/8/2026
Maurizio Di Giovanni è intervenuto sui temi caldi dell'attualità politica: la discussione sulla legge elettorale, l'ipotesi del ballottaggio e le tensioni interne al centrodestra legate al fenomeno del generale Vannacci.
Di Giovanni ha aperto il suo intervento sottolineando quella che ha definito una contraddizione nel dibattito politico attuale, affermando: "io sono sempre molto divertito da questa duplicità di posizioni, per non dire schizofrenia ideologica".
Secondo la sua analisi, non si comprende come possa conciliarsi la rivendicazione del governo più longevo della storia repubblicana con la contestuale richiesta di una nuova legge elettorale che garantisca maggiore stabilità. Ha chiarito il concetto in modo diretto: "Delle due l'una o questo Governo è stato ed è stabile e longevo, oppure c'è una necessità elettorale di una legge elettorale che consenta questa maggiore stabilità".
Interpellato sull'ipotesi di ballottaggio emersa nelle ultime ore — proposta che la destra non avrebbe mai amato in passato — Di Giovanni ha espresso forti perplessità sulla compatibilità costituzionale di alcune ipotesi in campo, tra cui l'indicazione del premier sulla scheda elettorale e un premio di maggioranza che azzeri la rappresentatività elettorale. Ha dichiarato: "mi sembrano tutte cose evidentemente incostituzionali quindi penso che si esprimerà la Corte da questo punto di vista senza senza alcun problema".
Ha inoltre criticato il dibattito in corso definendolo poco produttivo, poiché a suo avviso dovrebbe concentrarsi su soluzioni applicabili e percorribili piuttosto che su idee che si scontrano con il perimetro costituzionale: "Mi sembra francamente una perdita di tempo".
Un passaggio significativo dell'intervento ha riguardato le conseguenze politiche del fenomeno legato al generale Vannacci. Di Giovanni ha evidenziato come questo rappresenti una problematica soprattutto per il centrodestra, spiegando: "crea uno spostamento di voti che è uno spostamento di voti extra coalizione".
Ha poi ipotizzato due possibili scenari: un eventuale inserimento del generale nella coalizione di centrodestra, che ne farebbe perdere la specificità, oppure una collocazione al di fuori della coalizione, sul modello di esperienze politiche straniere come quelle di Farage e Robertson nel Regno Unito. In quest'ultimo caso, secondo Di Giovanni, il fenomeno "potrebbe diventare una forza politica forte perché si rivolge alla pancia del Paese", un elettorato che a suo dire "è incline a rispondere con puntualità" a questo tipo di richiamo.
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