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Omnibus
9/7/2025
Marco Cappato ha discusso la complessa questione dell'eutanasia e del suicidio assistito in Italia, esprimendo una posizione critica verso la proposta di legge del governo. Secondo Cappato, il suicidio assistito è legale nel paese da sette anni e, in questo periodo, otto persone ne hanno beneficiato. Tuttavia, egli evidenzia come la proposta di legge attuale rischi di restringere i diritti già esistenti, escludendo ad esempio le persone dipendenti da farmaci salvavita o dall'assistenza di terzi.
Cappato ha sottolineato che la Corte Costituzionale ha stabilito che una persona "lucida e consapevole, affetta da patologie irreversibili, con sofferenze insopportabili ed è tenuta in vita da trattamenti sanitari, ha diritto di essere aiutata a morire". Tuttavia, la proposta di legge del governo introduce una modifica semantica, passando da "trattamenti di sostegno vitale" a "trattamenti sostitutivi di funzioni vitali", che, secondo Cappato, esclude "la quasi totalità delle persone che avrebbero diritto all'aiuto medico alla morte volontaria".
Inoltre, Cappato ha discusso il caso di una donna, identificata con il nome di fantasia "Libera", completamente paralizzata ma che soddisfa i criteri per il suicidio assistito. La questione posta davanti alla Corte Costituzionale è se la sua impossibilità di autosomministrarsi il farmaco debba impedirle di accedere a un diritto riconosciuto. Cappato ha affermato: "La Corte Costituzionale dovrà decidere se, almeno in questo caso, per noi come associazione Coscioni, dovrebbe in generale essere consentito al di scegliere tra l'auto-somministrazione e la somministrazione da parte del medico, perché da un punto di vista etico, morale, non crediamo che cambi nulla".
Infine, Cappato ha espresso preoccupazione riguardo alla costituzionalità della legge proposta dal governo, considerando che essa potrebbe cancellare diritti precedentemente stabiliti dalla Corte Costituzionale.
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