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Omnibus
8/7/2026
Il direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana è intervenuto per analizzare il caso Marine Le Pen e le sue implicazioni politiche, sia a livello europeo che italiano.
Rispondendo alla domanda della conduttrice su perché la vicenda Le Pen fosse finita in prima pagina su tutti i quotidiani, Fontana ha spiegato che la questione riguarda direttamente l'Europa. A suo avviso, una vittoria della leader del Rassemblement National "sposterebbe in una maniera molto decisiva gli equilibri europei", mettendo a rischio quella maggioranza al Parlamento europeo che vede ancora al centro un'alleanza tra PPE, sinistra e Verdi.
Il secondo punto sollevato da Fontana riguarda la similarità con le dinamiche politiche italiane. Il direttore ha sottolineato che "si sta replicando uno schema che è molto presente anche in Italia": Le Pen, ha spiegato, sta giocando "l'ultima possibile carta della sua vita politica" nella corsa alla presidenza che la sua dinastia non è mai riuscita a conquistare, frenata ogni volta da quella che lui ha definito "una specie di Alleanza repubblicana" che ha storicamente impedito all'estrema destra di andare al potere in Francia.
Fontana ha poi descritto il metodo politico di Le Pen come "lo schema classico del populismo nazionalista di destra contro le élite", puntando a "soffiare sul fuoco del disagio economico" e sulle questioni legate all'immigrazione. In questo contesto, ha osservato, viene relegato in secondo piano il tentativo — incarnato da Jordan Bardella — di costruire una destra capace di includere anche componenti conservatrici moderate.
Il direttore ha poi tracciato un parallelo diretto con l'Italia, definendola "un po' la dinamica a cui stiamo assistendo in Italia", citando l'evoluzione della Lega negli ultimi anni come esempio più evidente. Secondo Fontana, "questo è lo schema" che riguarda "l'evoluzione della destra e la possibilità di avere una fisionomia diversa" e di allargarsi a quelle componenti moderate e conservatrici che, in un sistema bipolare tra conservatori e progressisti, potrebbero rivelarsi decisive per una evoluzione politica diversa, tanto in Italia quanto in Francia.
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