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Omnibus

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Grazia a Nicole Minetti, Picariello: "Bisogna chiedersi quali motivi avesse Mattarella per opporsi"

28/4/2026

Ad Omnibus, il programma di LA7 condotto da Alessandra Sardoni, è intervenuto Angelo Picariello per commentare il caso della grazia concessa dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Nicole Minetti, la ex consigliera regionale lombarda diventata simbolo della stagione del "bunga bunga" e della fase finale del berlusconismo.

La notizia della grazia, come ricordato nel corso della trasmissione, era emersa per la prima volta grazie a uno scoop della trasmissione di Rai Tre Mi manda Rai Tre, senza che il Quirinale avesse emesso un comunicato stampa ufficiale. Solo in un secondo momento la Presidenza della Repubblica aveva confermato e motivato il provvedimento, citando la malattia e la necessità di accudire un minore, la cui identità è stata tutelata dall'anonimato.

Picariello ha inquadrato la vicenda richiamando il caso Bompressi, che ha stabilito in via definitiva come la grazia sia una prerogativa esclusiva del Capo dello Stato, pur precisando che le relative pratiche vengono istruite prima di arrivare sul tavolo presidenziale: "Non immagineremo mica che il Capo dello Stato la mattina si alza e dice: oggi a chi do la grazia? È chiaro che arrivano sul suo tavolo delle pratiche ben istruite."

Rispetto alle polemiche politiche sorte attorno alla decisione di Mattarella, il giornalista ha proposto una lettura che, a suo avviso, ribalta la prospettiva del dibattito: "Onestamente correttamente bisogna dire non quali motivi avesse il Capo dello Stato per dare la grazia, ma quali motivi avesse per opporsi a una pratica instradata in maniera così chiara da una procura non di provincia."

Picariello ha sottolineato il peso istituzionale dei soggetti che hanno sostenuto l'istanza: "Non una Procura di provincia ripeto, e non da uno sprovveduto. Chi l'ha curata è stato Presidente del Tribunale di sorveglianza e ripeto la Procuratrice generale la rivendicata." Ha anche rilevato che la campagna di stampa critica nei confronti della grazia non aveva trovato una risposta pubblica da parte di chi aveva istruito la pratica.

Sul tema della mancata divulgazione del provvedimento da parte del Quirinale, Picariello ha avanzato un'ipotesi: "Ritengo che quella postilla nel comunicato del Quirinale sulla situazione del minore sia stata anche la motivazione per cui non c'è stata data divulgazione del provvedimento."

Riguardo all'eventualità che il Quirinale avrebbe potuto svolgere accertamenti autonomi sull'istanza, il giornalista ha bollato l'idea come giuridicamente improponibile: "Se si fosse insospettito, avesse mandato suoi emissari. Ma siamo a livello di un'intromissione. Avete mai visto emissari del Quirinale fare delle indagini?"

Il dibattito si è intrecciato con i contenuti di una serie di articoli pubblicati dal Fatto Quotidiano a partire dal 24 aprile, che mettono in dubbio la "redenzione" di Minetti, sollevando ombre sul compagno della donna — il cui nome compare negli Epstein files — e su presunti episodi avvenuti in un ranch in Uruguay. L'ultima puntata dell'inchiesta ha riguardato le circostanze dell'adozione del minore, lasciando intendere che essa possa essere stata strumentale alla richiesta di grazia.

Dalla stessa puntata