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Omnibus
28/5/2026
Ad Omnibus è intervenuta Shervin Haravi per fare il punto sulla situazione in Iran, a partire dalle conseguenze degli ultimi attacchi sul Paese.
Haravi ha spiegato come la mancanza di informazioni sia una conseguenza diretta delle operazioni militari: "Non sappiamo nulla perché appunto dall'inizio degli attacchi c'è stato il blackout digitale, quindi è stato impossibile per la maggior parte degli iraniani di comunicare con l'esterno."
L'analista ha poi ricordato la drammaticità degli eventi di gennaio, riferendosi a quella che ha definito "il massacro e le 10.000 e oltre persone che sono state uccise."
Al centro dell'intervento, il ruolo dei Pasdaran — le Guardie della Rivoluzione Islamica — nel controllo del potere in Iran. Secondo Haravi, non ci sono dubbi su chi detenga realmente le redini del Paese: "È molto chiaro chi controlla Teheran e sono i Pasdaran, che prima si muovevano dietro le quinte." Ha aggiunto che la loro influenza arriva fino alle più alte cariche istituzionali: "Anche la nomina di Khamenei è dipesa dalla pressione dei successori del padre come guida suprema."
Il loro potere, ha sottolineato Haravi, si estende in modo capillare anche all'economia e alle comunicazioni: "Gestiscono anche la vendita dei VPN per consentire il collegamento a Internet. Hanno le mani ovunque, in tutti i settori dell'economia iraniana."
Haravi ha però tenuto a distinguere tra l'identità dei Pasdaran e la tradizione storica persiana: "C'è una differenza: non si parla di Persia e poi di Repubblica Islamica, non c'è una continuità in tal senso. I Pasdaran rappresentano un modello differente, che ha sempre voluto fare proselitismo religioso. Non ha niente a che fare con l'impero persiano."
Nonostante la loro pervasività, Haravi ha evidenziato segnali di un regime in difficoltà economica crescente: "Sono sempre più deboli", ha dichiarato, citando come prova la recente visita del presidente della Banca Centrale della Repubblica Islamica in Qatar, accompagnato dal Ministro degli Esteri, per cercare di "sbloccare 12 miliardi di dollari che sono bloccati tra Turchia e Iran."
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