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Omnibus
31/8/2026
Antonio Di Bella ha offerto una lettura critica della situazione geopolitica legata al Golfo e al ruolo degli Stati Uniti nella regione.
Di Bella ha aperto il suo intervento richiamando la denominazione voluta da Donald Trump, sottolineando le contraddizioni di una definizione che dovrebbe implicare un controllo totale statunitense:
"Che se questo doveva essere il Golfo americano così lo ha definito Trump totalmente dei controlli degli Stati Uniti così come l'Ontario diventato Golfo of America con Google che si è subito prestata a rinominarlo secondo i desiderata".
Secondo l'analisi proposta, questa pretesa di controllo assoluto risulterebbe incoerente con i fatti sul campo:
"mi sembra un po' scricchiolante se doveva essere a controllo totale americano al punto da diventarne parte nazionale".
Di Bella ha evidenziato come l'area resti esposta alle tensioni con l'Iran, descrivendo una dinamica ricorrente di azioni e reazioni tra le parti:
"Credo che dovremo abituarci a vedere questo gioco del gatto col topo".
Un passaggio dell'intervento ha collegato le difficoltà militari nella regione alle ricadute politiche interne negli Stati Uniti, in vista delle elezioni di medio termine:
"ogni soldato americano minacciato è un voto in meno alle mid-term".
Di Bella ha poi tracciato un quadro complessivo della situazione, parlando di instabilità regionale e di un progressivo indebolimento delle capacità militari americane:
"Quindi questo fatto dimostra la instabilità della regione, l'incapacità di controllo dei Trump, una dissanguamento, tra l'altro, dei militari e dei mezzi militari".
A supporto di questa tesi, ha citato gli avvertimenti provenienti dagli stessi vertici militari statunitensi riguardo alla scarsità di risorse, in un contesto in cui la Cina rafforzerebbe la propria posizione nel Pacifico senza necessità di intervenire direttamente:
"I generali hanno avvertito guarda che stiamo a corto di mezzi militari e ci stiamo depauperando, soprattutto di fronte al fronte orientale, il Pacifico, dove la Cina, senza fare niente, continua a essere sempre più forte".
"Lo dico da amico dell'America che ogni giorno di più dimostra una scarsa presa sulla realtà internazionale a partire dal Golfo".
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