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Omnibus

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Iran, Di Feo: "Trattative con la Persia sempre lunghe, non si addicono a Trump"

28/5/2026

Il giornalista Gianluca Di Feo ha offerto un'analisi articolata sulla situazione in Iran e sullo stato delle trattative diplomatiche in corso.

Di Feo ha subito ridimensionato i segnali di distensione emersi nelle ore precedenti: "Piccoli passi, piccole cose nella sostanza." Pur riconoscendo che si sono tenuti incontri alla presenza dei mediatori pachistani e che erano state rilasciate dichiarazioni sull'intesa, il giornalista ha sottolineato come nella stessa notte i Guardiani della Rivoluzione abbiano attaccato navi mercantili americane, innescando una reazione militare statunitense contro le basi dei Pasdaran.

Il nodo centrale, secondo Di Feo, riguarda il controllo dello Stretto di Hormuz: "I guardiani della rivoluzione non sono disposti a rinunciare al controllo su Hormuz." Nella bozza di accordo circolata in precedenza era emersa l'ipotesi di affidare lo Stretto a una struttura congiunta tra Iran e Oman, ma la situazione rimane estremamente instabile.

Di Feo ha poi inquadrato il ruolo di Donald Trump nella trattativa con un paragone storico: "Le trattative diplomatiche con la Persia un tempo e la Repubblica islamica oggi hanno sempre richiesto tempi che non si addicono a Donald Trump che va e dice deal, vuole risolvere in 5 minuti le cose." Il giornalista ha tracciato un parallelo con Licinio Crasso, il noto uomo d'affari e politico dell'antica Roma che cercò la via militare contro la Persia con esiti disastrosi: "Un celebre immobiliarista romano, Licinio Crasso, che diventò anche politico, in qualche modo potrebbe ricordare Trump quando volle cercare la strada militare."

Sulla questione nucleare, Di Feo ha evidenziato come essa sia momentaneamente uscita dal tavolo delle trattative, nonostante fosse stata proprio la ragione scatenante del conflitto: "Trump e Netanyahu hanno bombardato, attaccato l'Iran per quel motivo. Quel motivo adesso è uscito dagli schermi."

Sul fronte economico e diplomatico, Di Feo ha descritto il meccanismo utilizzato da Trump: "Vi diamo i soldi, vi sblocchiamo i soldi, diamo altri soldi sottobanco anche lì. È un copione che si ripete." Un riferimento alla crisi degli ostaggi, risolta storicamente con cospicui pagamenti e forniture sottobanco: "Come risolse la crisi degli ostaggi? Tanti soldi sottobanco, tanti."

Il quadro complessivo delineato da Di Feo è quello di una trattativa estremamente complessa, in cui rimangono aperti due nodi irrinunciabili per Teheran: il controllo dello Stretto di Hormuz e il dossier nucleare. A ciò si aggiunge un'ulteriore incognita interna: "Non si sa chi comanda oggi a Teheran. In che misura i guardiani della rivoluzione obbediscono al governo politico? In che misura Khamenei junior ha il controllo della situazione?"

Dalla stessa puntata