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Omnibus
31/8/2026
Il giornalista Federico Fubini ha analizzato gli sviluppi della crisi internazionale legata alle sanzioni contro la Russia, all'Iran e ai rapporti tra Stati Uniti e Cina.
Alla domanda sulle eventuali ripercussioni della situazione, Fubini ha spiegato che il contesto resta sostanzialmente invariato: "non è un quadro risolto e che la strategia di strangolamento economico non avrebbe funzionato".
Fubini ha sottolineato una incoerenza nella strategia americana, evidenziando che, mentre si parlava della visita del direttore della CIA Radcliffe a Mosca collegata a un presunto avvertimento sui Paesi baltici, gli Stati Uniti "si stanno ritirando dall'Europa". A dimostrazione di ciò, ha ricordato che pochi giorni dopo quella visita "hanno sostanzialmente annunciato un altro passaggio di alleggerimento della presenza militare americana in Europa".
Il giornalista ha inoltre chiarito che il colloquio tra Radcliffe e Mosca riguardava anche la questione iraniana, in un momento successivo al lancio della strategia americana di isolamento economico dell'Iran. Fubini ha spiegato che "i russi stanno alimentando l'Iran molto probabilmente di armi sicuramente di cibo attraverso il Caspio", definendo questo canale come fondamentale e fuori dal controllo statunitense.
Secondo Fubini, i segnali attuali confermerebbero le difficoltà della linea adottata da Washington: "questa strategia non solo era chiaro che era destinata a fallire, ma quello che sta succedendo oggi fa vedere che sta fallendo". Il giornalista ha indicato due elementi chiave: da un lato la Russia, che condizionerebbe una propria adesione al prezzo della questione ucraina; dall'altro il limite di Washington, che "gli americani non hanno la capacità di imporre le sanzioni alle banche principali e alle entità di Stato principali cinesi", pur essendo queste il vero canale di approvvigionamento finanziario e materiale.
Fubini ha collegato questa impasse alla visita prevista di Xi Jinping negli Stati Uniti, indicativamente nella seconda metà di settembre, durante la quale si dovrebbe discutere il prolungamento della tregua della guerra commerciale e, in particolare, della fornitura delle terre rare cinesi, ritenute indispensabili per la ricostruzione dell'industria della difesa americana. Per questo, ha concluso, "gli americani non hanno in questo momento i mezzi di fare quello che hanno annunciato".
Infine, Fubini ha collegato questo scenario alle dinamiche del mercato energetico, affermando: "Per questo non vedo il prezzo del petrolio scendere".
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