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Omnibus
23/4/2026
Nel corso della puntata di Omnibus condotta da Gerardo Greco su LA7, il giornalista e politologo Marcello Sorgi ha commentato le reazioni dell'amministrazione Trump all'elezione di Papa Leone XIV, sottolineando come la Casa Bianca abbia sottovalutato alcuni elementi cruciali del nuovo Pontefice.
Sorgi ha esordito mettendo in evidenza un aspetto che, a suo avviso, avrebbe dovuto fare riflettere sia il presidente americano sia il vicepresidente JD Vance: "Vicenda ha rivelato un dettaglio di cui sia Trump sia Vance avrebbero dovuto tener conto, e cioè che il Papa, che come sappiamo è americano, è anche un elettore repubblicano, cioè è un conservatore."
Già il solo fatto che il Pontefice abbia storicamente votato per il Partito Repubblicano avrebbe dovuto, secondo Sorgi, indurre Trump a maggiore cautela: "Già solo quello avrebbe dovuto trattenere Trump e dire forse ho fatto una fesseria."
Il giornalista ha però subito precisato che, al di là della questione immigrazione — terreno su cui il Pontefice potrebbe mostrarsi più in linea con le posizioni dell'amministrazione americana — il sistema di valori di Papa Leone XIV appare ben distante dall'agenda trumpiana.
A titolo di esempio, Sorgi ha indicato come sia difficile immaginare che il nuovo Papa possa abbracciare certe battaglie progressiste, osservando ironicamente che "domani noi potremo sentire da Papa Leone un inno per i diritti LGBT."
Infine, Sorgi ha allargato la riflessione al fronte cattolico interno agli Stati Uniti, sostenendo che Trump, abbracciando con entusiasmo l'elezione del Papa americano, ha di fatto messo in una posizione scomoda tutti i vescovi conservatori d'oltreoceano: "Questo avrebbero dovuto dire seconda cosa tutti i vescovi conservatori americani. Ovviamente in questo modo li ha schiacciati sul Papa."
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