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Omnibus
30/9/2025
Antonio Rapisarda ha definito il voto nelle Marche “una prova importante proprio per Fratelli d’Italia”, anche in relazione alla ricorrente tentazione analitica di considerare alcune regioni come l’“Ohio”, cioè indicatori sensibili dei mutamenti d’umore politico. L’obiettivo, secondo il ragionamento proposto, era “vedere un attimo” se si potesse testare “questo fantomatico cambio di vento contrario nei confronti del governo”.
Rapisarda ha sottolineato come il voto marchigiano fosse anche “la prova sul candidato Meloniano”. Francesco Acquaroli, ha ricordato, “viene dalla generazione Atreju” e rappresenta “la manifestazione plastica” di una classe dirigente in formazione, pur “con caratteristiche comportamentali del tutto diverse”: “Giorgia Meloni è molto espansiva, Acquaroli molto pacato e solido”. In quest’ottica, la consultazione nelle Marche è stata “una prova anche di classe dirigente”.
Nel racconto della serata elettorale, Rapisarda ha richiamato anche le parole attribuite alla leader di partito: “Ieri Arianna Meloni lo ha detto: Se volevate una prova che anche il nostro partito ha una classe dirigente, questa è la prova provata.” Un filo che, nel ragionamento, collega le Marche ad altri appuntamenti: “Ricordiamo che anche in Abruzzo c’era stato un altro di quelli Ohio, ti ricordi che si parlava qualche tempo fa e Marco Marsili è stato rieletto con con un divario importante."
Sul piano nazionale, Rapisarda legge l’esito marchigiano come un segnale di continuità: “Questo 27% che fa l’Italia certifica la solidità politica del partito.” Un dato incardinato nella scansione temporale del ciclo politico: “A tre anni, qualche giorno fa, il 22 settembre, abbiamo ricordato i tre anni dal voto delle politiche ed è la manifestazione empirica di dove si sta andando nei prossimi due anni.”
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