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Omnibus
30/9/2025
Marco Lillo ha offerto una lettura critica delle dinamiche che hanno accompagnato la corsa alle regionali nelle Marche, partendo da un assunto netto: “Sono d’accordo con la linea Schlein”. Per Lillo, il punto di rottura rispetto a passate impostazioni è chiaro: “oggi non si vince al centro”. Una tesi che, a suo avviso, trova conferme in più appuntamenti elettorali e che, aggiunge, potrebbe rafforzarsi “nelle prossime tornate elettorali in Europa”.
Il cuore dell’analisi riguarda la necessità di consolidare l’elettorato e riattivare l’ampia fascia di astenuti: “Il problema è che se tu vuoi consolidare davvero il tuo elettorato, lo zoccolo duro, come si dice, magari andarti a riprendere quel 50% di astensione che è un’enormità, devi scegliere il candidato giusto”. Una scelta che Lillo definisce senza giri di parole “l’elefante in una stanza”.
Riflettendo sul caso specifico delle Marche, Lillo ha ricordato come il tema del profilo del candidato fosse già stato affrontato nello stesso studio televisivo: “Proprio qui a Omnibus noi ci interrogamo se Ricci fosse il candidato giusto per fare questa operazione”. In questo solco si inserisce anche la critica verso un approccio programmatico ritenuto insufficiente a muovere consensi: “non basta fare discorsi sul riconoscimento della Palestina da parte delle Marche”.
Nel dibattito in studio è stato inoltre ricordato come “Ricci venne qui in studio per dire… che lui la prima cosa che avrebbe fatto nel consiglio regionale sarebbe stato il riconoscimento da parte delle Marche dello Stato di Palestina”.
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