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Marche, Salvatore Vassallo: "Elettorato stabile, non c'è stata attrattiva di Ricci"

30/9/2025

Nel commentare le elezioni regionali nelle Marche, il prof. Salvatore Vassallo parte da una premessa di lungo periodo: “l’elettorato è stabile”. Una stabilità che, a suo avviso, si osserva “controllando i dati tutte le volte in sequenza, dal 2022 in poi e soprattutto dal 2024” e che deriva dal “rapporto che gli elettori hanno con i partiti e i leader a livello nazionale”.

Secondo Vassallo, “dal 2024 gli equilibri elettorali sono stabili in tutte le regioni, in tutte le città” e “molti risultati che sono apparsi o sono stati rappresentati come delle sorprese, in realtà riflettevano l’equilibrio già registrato alle europee del 2024”. Una dinamica che “vale anche per i casi che sono apparsi più imprevisti, come i regionali in Sardegna o la vittoria del centrosinistra nel comune di Genova”.

Entrando nello specifico delle Marche, Vassallo individua “due fattori evidenti”: da un lato “il governo regionale ha guadagnato perché evidentemente c’è stata una domanda di stabilità, forse anche favorita dal rapporto tra il governo regionale e quello nazionale”; dall’altro “il campo largo non è stato espansivo”. A proposito del candidato del centrosinistra, Vassallo sostiene che “le aspettative fossero in larga parte dovute ad una congettura non corretta riguardo all’attrattività personale di Ricci”, osservando che tale congettura “era basata sulla sua visibilità, notorietà nazionale, cosa che probabilmente non è stata così rilevante in una competizione come quella per la presidenza della Regione”.

Pur riconoscendo i limiti di crescita, Vassallo rileva che “il Campo Largo, al contrario di quanto si dice, ha portato al voto un percentuale di elettori ragionevole, considerando il suo stato attuale”, tanto che “porta sostanzialmente al voto a sostegno di Ricci quasi tutta l’area del campo largo”. Due, però, i fattori negativi nelle Marche: “il fatto che Azione abbia deciso di non partecipare e i suoi elettori sono tendenti ad andare da una parte o dall’altra” e una tendenza “strutturale” che “si vede in tutte le elezioni”: “i Cinque Stelle alle regionali perdono voti rispetto alle europee, così come alle europee perdono voti rispetto alle politiche nazionali”.

Nel complesso, per Vassallo “più o meno l’equilibrio è quello che ci si poteva aspettare”. “Quello che non c’è stato è la capacità attrattiva di Ricci,” mentre “quello che invece c’è stato è il rapporto tra il governo regionale e quello nazionale” che ha inciso nella raccolta dei consensi.

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