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Modena, Renzi: "Se questo non è terrorismo va dimostrato, gli italiani non vanno presi per fessi"

20/5/2026

Matteo Renzi è intervenuto ad Omnibus per commentare i fatti di Modena, dove un uomo ha utilizzato un'auto come arma contro le persone prima di essere fermato dai passanti.

 

Il caso Modena e la questione del passaporto

Renzi ha esordito distinguendo due piani della vicenda. Sul tema della cittadinanza, sollevato da più parti politiche, il senatore è stato netto: "Chiunque commetta un atto che abbia il passaporto italiano, senegalese, marocchino o degli Stati Uniti d'America, se prende una macchina e ammazza delle persone e tenta di ammazzarli o le ferisce, è un criminale." Ha poi aggiunto che chiunque sia intervenuto per fermare l'aggressore merita gratitudine, "indipendentemente dal passaporto". Una critica diretta è arrivata nei confronti di Matteo Salvini: "Penso che sia stupido fare come Salvini dicendo la risolviamo togliendogli il passaporto: gli va tolto il coltello, non i passaporti."

 

Le email e i segnali ignorati

Al centro del dibattito ci sono alcune email scritte dall'aggressore anni prima dell'attacco, contenenti frasi di aperta minaccia a sfondo religioso. Di fronte alla loro lettura in diretta, Renzi ha commentato: "Ve lo brucio, il vostro Gesù. Ora significa che questo qui qualcosa evidentemente covava." Ha poi posto una domanda precisa alle istituzioni: "Chi se l'è perso questo? Chi è che s'è perso? Perché è inutile che mi vada Tajani a dire 'bisogna dare una risposta'. La domanda vera è chi è che s'è perso questo qui?"

 

Il confronto con il protocollo anti-terrorismo del 2015

Renzi ha ricordato che durante la sua presidenza del Consiglio, negli anni del Bataclan e di Charlie Hebdo, era stato siglato un protocollo con Meta — allora Facebook — per la segnalazione automatica di messaggi potenzialmente terroristici sui social: "Se Matteo Renzi o Gerardo Greco scrivono sui social un messaggio che fa pensare al terrorismo, intervenivano con le forze dell'ordine in automatico." Ha citato un caso concreto: nell'agosto 2016, un soggetto che aveva scritto su Facebook delle minacce di strage "è stato intercettato la mattina, alle sei, da servizi segreti, Polizia di Stato e carabinieri", grazie a un sistema di segnalazione automatica.

 

Terrorismo o malattia mentale? Renzi rifiuta le semplificazioni

Il senatore ha respinto entrambe le letture riduttive della vicenda: "È stupido anche pensare di dire 'no, tranquilli, è un caso di problema di sanità mentale'." E al tempo stesso: "Non sto dicendo è sicuramente un atto di terrorismo, non ho elementi per dirlo." Ha però sottolineato che il gesto commesso "è il tipico atto che fanno i terroristi, i lupi solitari", aggiungendo che essere psicopatici non implica automaticamente compiere stragi.

 

Il sistema di sicurezza italiano e l'appello alla verità

Renzi ha riconosciuto i meriti del sistema di sicurezza italiano, che ha finora evitato attacchi analoghi a quelli avvenuti in Francia, Spagna, Germania e Regno Unito: "Non è mai successo perché c'era un sistema che funzionava bene." Ha tuttavia chiesto chiarezza, usando un'espressione fiorentina: "Aver paura è meglio che carne, si dice a Firenze." La sua richiesta finale si è rivolta alla politica e alle istituzioni: "Quando ci sono casi del genere, agli italiani bisogna parlare il linguaggio della verità. Non si può pensare che quelli che stanno a casa siano tutti fessi."

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