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Omnibus
17/12/2025
il prof. Gaetano Quagliariello ha articolato una riflessione sul presente europeo e sugli equilibri internazionali, partendo da una constatazione netta: “è certamente anti-europeo. Su questo non c'è ombra di dubbio.”
Secondo Quagliariello, il nodo principale riguarda il rapporto con gli Stati Uniti: “In tutto questo l'Europa non ha, in questo momento, la sponda transatlantica.” La relazione transatlantica, ha aggiunto, è oggi affidata a un’aspettativa più che a una realtà consolidata: “la sponda transatlantica è un atto di fiducia che alcuni transatlantici europei fanno nei confronti di una situazione americana che forse potrà evolvere. Ma al momento, nero su bianco, questa cosa non c'è.”
Richiamando una prospettiva storica, Quagliariello ha spiegato: “Noi ci troviamo, Giacalone e Dio, in maniera storica, ad essere transatlantici malgré lui, direbbero in Francia.” In questo contesto, ha posto l’accento su un possibile riassetto del baricentro europeo: “la possibilità di una Russia molto indebolita, che però rimane la potenza nucleare che sappiamo, con una capacità anche di perdite umane che non hanno ormai le democrazioni occidentali, che diventi in un riassetto degli equilibri internazionali, il punto di riferimento per l'Europa, nessuno pensa alla ricostruzione dell'Unione Sovietica, è una prospettiva che non si può assolutamente escludere.”
Questa ipotesi, ha proseguito, aiuta a leggere le scelte di alcuni Paesi: “perché se no non capiamo le scelte sulla difesa che sta facendo la Polonia, le scelte che fa la Germania e così via.”
Quagliariello ha inoltre sottolineato il rischio di una sottovalutazione italiana del fronte meridionale: “Tenendo conto che noi ce ne preoccupiamo di meno perché riteniamo che il confine è a est, facendo un incredibile errore, perché le strategie della Russia si estendono sempre di più al sud, stanno penetrando in Libia, in Tripolitania e in Cirenai che ce l'abbiamo di fronte.”
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