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Referendum Giustizia, Sisto: "Nordio come un allenatore di calcio"

25/3/2026

Il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto ha respinto le ipotesi di dimissioni del ministro, definendo simili ricostruzioni "fantascienza". Sisto ha affermato: "Le dimissioni sono un atto volontario. Io penso sempre un atto doloroso. Credo che Andrea Delmastro, Giusi Bartolozzi, vista il polverone che è stato sollevato su alcune vicende, abbiano pensato bene di evitare imbarazzi al Ministero e abbiano fatto un passo indietro, tutto qui. Poi il ministro rimane saldamente al suo posto".

Sisto ha spiegato che "il ministro correttamente difende i suoi collaboratori, compreso i sottosegretari. Poi è chiaro che se sottosegretari e collaboratori fanno il passo indietro, il ministro ovviamente ne prende atto", aggiungendo che la compagine di governo si sta riorganizzando: "Noi ovviamente abbiamo una riunione nel pomeriggio per riorganizzare un pochino le fila".

Sul referendum, il viceministro ha sottolineato: "Il ministro Nordio si è assunto poi, secondo me, come un allenatore di calcio, la responsabilità del referendum nella prospettiva poi di vincere la prossima partita. Cioè, voglio dire, non è che il referendum sia la fine del mondo". E ancora: "La giustizia è una delle componenti dell'azione di governo. Il referendum è una parte della giustizia. Quindi un incidente costituzionale: perdere un referendum vuol dire che le cose tornano come prima. Sostanzialmente bisogna andare avanti con le riforme in Parlamento, introdurre nuove riforme".

Per Sisto, il voto ha mostrato un Paese diviso ma non in modo tale da destabilizzare l’esecutivo: "Ci sono comunque quasi 13 milioni di italiani che hanno votato sì". Ha poi rimarcato: "Il Governo rimane solido, fermo", sostenendo che "i sondaggi di ieri non spostano minimamente i numeri all'interno della coalizione", e descrivendo gli avvicendamenti come dinamiche fisiologiche: "In ogni squadra c'è qualcuno che esce di squadra, ne entra un altro, c'è un panchinaro... una fisiologia patologica o se volete una patologia fisiologica: scegliete voi. È assolutamente normale che si possano verificare".

Riguardo all’assetto politico, Sisto ha evidenziato il ruolo della coalizione: "Noi non siamo un Governo soggetto... alle varie variabili di un singolo, noi siamo una coalizione e questo ovviamente ci rende molto più forti e Giorgia Meloni, a mio avviso, correttamente conduce una coalizione".

Sulla sconfitta referendaria, il viceministro ha dichiarato: "Per noi di Forza Italia certo è stata una delusione, è inutile dirlo. Però questo non significa che ci si debba in qualche maniera fermare. La democrazia diretta è stata ideata dai padri costituenti e va rispettata". Entrando nel merito del margine, ha aggiunto: "Sono tre punti in più o in meno... se noi avessimo preso il 3% in più avremmo vinto noi". E ha concluso: "Non sto negando il fatto che si è perso il referendum, sia pur secondo me con una percentuale che non è indicativa di uno sconquasso: un Paese diviso fra il sì e il no. E quindi credo che sostanzialmente questo non tocchi e non debba toccare la solidità del Governo. Il Governo è una cosa, un referendum non vinto è un'altra".

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