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Omnibus
3/10/2025
Rosy Bindi ha difeso lo sciopero generale e il ruolo della Cgil nel dibattito pubblico e democratico italiano. “Io credo che si debba riconoscere alla CGIL, ma anche ai sindacati di base… Non è un sindacato che si limita a firmare i contratti, come un sindacato, peraltro, non dovrebbe mai fare.” Per Bindi, “il movimento dei lavoratori e i sindacati sono stati fondamentali nella costruzione della democrazia nel nostro Paese, in Europa e in tutto il mondo.”
Rivendicando la dimensione civile dell’azione sindacale, Bindi ha sottolineato come la Cgil “inquadra il lavoro, la dignità dei lavoratori, i diritti dei lavoratori, sempre in un contesto più ampio.” Ha poi ricordato l’impegno del sindacato “della Manifestazione della Pace”, “della Lotta alla Mafia” e la sua partecipazione “ai Comitati… quando si tratta di salvare la nostra Costituzione.”
Contestualizzando la mobilitazione nelle piazze, Bindi ha osservato che si vive “un momento dramatico” in cui “il Paese scende in piazza in maniera spontanea” e “i giovani sembrano ricordarsi di essere e di dover essere sempre la coscienza critica di una società.” Un segnale che, ha aggiunto, “a me allarga il cuore.”
Alla domanda se Maurizio Landini abbia fatto bene a promuovere la mobilitazione, Bindi ha risposto: “Io credo di sì.”
Più critico il giudizio sulle parole della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Non mi sono piaciute soprattutto per la mancanza di rispetto che ha nei confronti di chi rinuncia a una giornata di lavoro, non per fare un weekend, ma per manifestare per la pace e per la solidarietà nei confronti del popolo palestinese e comunque per i diritti, per la democrazia e per la pace.” E ha concluso: “Io credo che la nostra Presidente del Consiglio, quando si dimentica di essere Presidente del Consiglio e torna capo di una fazione politica, fa molto male al Paese e a se stessa.”
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