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Omnibus
11/9/2026
Bagarre nel salotto mattutino di La7: il confronto tra le firme de Il Fatto Quotidiano e del Corriere della Sera si infiamma su ipocrisie occidentali, affari con Mosca e la missione russa ai tempi del Covid. Il conduttore interviene per placare gli animi.
Clima rovente nello studio di Omnibus, il programma di approfondimento mattutino di La7 condotto da Gerardo Greco. Al centro del dibattito, con lo sfondo delle tensioni geopolitiche internazionali e i titoli dei quotidiani, è andato in scena un durissimo faccia a faccia tra Antonello Caporale e Goffredo Buccini, incentrato sul giudizio etico nei confronti di Vladimir Putin, sulle contraddizioni dell’Occidente e sulla parabola dei populismi nostrani.
A dare fuoco alle polveri è Antonello Caporale, che contesta apertamente quella che definisce l’ipocrisia dell’opinione pubblica liberale e occidentale:
«Voi utilizzate il sistema dell'etica pubblica, del giudizio su Putin, e vi ricordo che putiniani erano tutti i sistemi industriali dell'Occidente che facevano affari con Putin, tutte le destre dell'Occidente!», incalza il giornalista.
Caporale non fa sconti sul giudizio personale sul leader del Cremlino, ma pone un nodo pragmatico:
«Non che Putin sia una brava persona: è un grande dittatore, è un fetente! Benissimo, e che si fa col fetentissimo? Che facciamo, lo bombardiamo? Lo uccidiamo? Lo avveleniamo? Noi in Europa dovevamo dire: Putin è una schifezza? Sì. Dobbiamo coesistere con lui? Chiudiamo la partita prima possibile, con il minor danno possibile. O vogliamo bombardare Mosca?».
Il confronto vira presto sul terreno del populismo e dell'antipolitica, chiamando in causa anche il Movimento 5 Stelle. A quel punto Goffredo Buccini replica con decisione, contestando l'impostazione di Caporale e riportando il tavolo a un episodio controverso della recente storia nazionale:
«Cito un fatto oggettivo: "Dalla Russia con amore" è stata una missione autorizzata dal governo italiano durante la pandemia, con Giuseppe Conte presidente, per fare entrare 105 militari e agenti russi!».
La stoccata fa alzare ulteriormente i decibel: Caporale ribatte a voce alta bollando il richiamo come fuori fuoco («Ma che hanno fatto, le spie? Cosa hanno fatto?»), mentre Buccini difende la pertinenza del richiamo storico tra sovrapposizioni e reciproche interruzioni.
Con il confronto ormai fuori dai binari del dialogo e la discussione ingestibile sul piano audio, il conduttore Gerardo Greco è dovuto intervenire di peso. Fogli alla mano, Greco si è alzato dalla sedia ponendosi fisicamente tra gli sguardi dei due editorialisti per interrompere la schermaglia:
«Calma, calma ragazzi! Vi fermo, vi fermo. Adesso basta», riuscendo a fatica a congelare il battibecco per ristabilire l’ordine in studio e proseguire con i temi della rassegna.
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